Il “film più brutto del mondo” è ancora in giro. Sembra, anzi, più vivo che mai, 42 anni dopo la sua prima apparizione nelle sale: stasera alle 21.30 Arrapaho sarà riproposto al Modernissimo di Napoli, evento speciale alla presenza del regista Ciro Ippolito.

Come nasce questa fama poca lusinghiera, Ippolito? Il film il più brutto del mondo…

«Lo scrisse il grande critico Morando Morandini e credo che, dal suo punto di vista, avesse anche ragione. Io non ne fui affatto offeso, anzi. Appena uscì l’articolo in cui mi si assegnava il primato chiesi al distributore di usare quella frase per lanciare Arrapaho. Feci lo stesso con un articolo di Fruttero & Lucentini, che più o meno diceva la stessa cosa. Ma oggi è diventato un film da museo, la sua importanza storica è stata riconosciuta».

In che senso?

«È stato restaurato a cura della Cineteca di Bologna e accolto dal Museo del cinema di Torino, due tra le massime istituzioni del settore. E la stessa Cineteca ha promosso questo giro di presentazioni in tutta Italia che, con il nome di Arrapatour, mi vedrà impegnato fino a settembre».