Sugli spalti del SoFi Stadium tensioni tra tifosi: bandiere, fischi all’inno e forte valore politico
Dopo le polemiche legate alle autorizzazioni e ai visti necessari perché la delegazione di calcio iraniana raggiungere gli Stati Uniti, ai Mondiali FIFA 2026 è esploso anche il caso delle bandiere che i tifosi iraniani avrebbero potuto esporre sugli spalti.
Il caso della bandiera iraniana
Il sottile confine tra sport, politica e propaganda ha accompagnato l’esordio dell’Iran contro la Nuova Zelanda, sfida terminata sul 2-2. Nei minuti che hanno preceduto il fischio d’inizio, sul terreno di gioco è stata srotolata, come da cerimoniale, una gigantesca bandiera ufficiale della Repubblica Islamica, regolarmente autorizzata dagli organizzatori. Sugli spalti, però, alcuni sostenitori sono riusciti a introdurre anche vessilli precedenti alla Rivoluzione islamica del 1979, caratterizzati dai simboli del leone e del sole, mentre non sono mancati i fischi all’esecuzione dell’inno nazionale.
Già alla vigilia della gara inaugurale, un gruppo di oppositori del governo di Teheran si era radunato all’esterno del SoFi Stadium di Los Angeles esibendo le bandiere pre-rivoluzionarie. Nel mirino dei contestatori c’è anche il simbolo presente sulle maglie della nazionale, emblema rappresenta il governo che intendono contrastare e rovesciare.











