La Corte d’appello di Roma ha respinto il ricorso del giudice Antonio Esposito contro Daniela Santanchè. La senatrice aveva definito la sentenza del magistrato a carico di Silvio Berlusconi per il caso Mediaset una decisione politica e un “colpo di Stato”. Esposito dovrà pagare 10.500 euro di spese legali. L’avvocata di Santanchè: “La democrazia vive del confronto”.

È necessario fare un salto indietro nel tempo di 13 anni per comprendere la sentenza arrivata il 29 maggio di quest'anno: la Corte d'appello di Roma ha respinto il ricorso di Antonio Esposito, giudice che condannò Silvio Belusconi per il caso Mediaset, e che aveva citato in giudizio Daniela Santanchè per le dichiarazioni da lei rilasciate all'epoca dei fatti.

L'ex ministra del Turismo e senatrice di Fratelli d'Italia ai tempi era parlamentare del Popolo della libertà e dopo la condanna a Berlusconi a 4 anni per frode fiscale definì la decisione di Esposito una "sentenza politica" che equivaleva a un "colpo di Stato". La sentenza del foro di Roma dello scorso mese arriva dopo la prima pronuncia, formulata nel 2022, sulla richiesta di risarcimento dei danni, per una cifra di 150mila euro, arrivata dal magistrato nel 2019. Ora sarà invece Esposito a dover pagare 10.500 euro di spese legali, ma potrà prima fare ricorso in Cassazione. La condanna a 4 anni a Berlusconi per il caso Mediaset Il processo Mediaset rappresenta l'unico processo in cui Silvio Berlusconi è stato imputato che si è concluso con una sentenza di condanna a suo carico. Il fondatore di Fininvest e Forza Italia era stato indagato per appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio per un sistema di compravendita di diritti televisivi di alcune pellicole americane dietro il quale si celava un meccanismo per portare soldi all'estero e pagare meno tasse. Berlusconi nell'agosto del 2013 fu condannato a 4 anni di reclusione dalla Corte di Cassazione. Il magistrato Antonio Esposito, ai tempi presidente della II sezione penale della Cassazione, guidava il collegio del processo. Berlusconi ottenne poi l'affidamento in prova al servizio sociale, una misura alternativa alla detenzione, che svolse per un anno.