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Francesco Battistini

Il pogrom di Racak portò all’intervento militare contro Milosevic. In 21 a processo

Ogni 15 gennaio, che fischi il vento e che infuri la bufera, la folla torna sempre sulle tombe di Racak. I fiori, i dolci di grano, le ultime lacrime. E qualcuno che lo pensa, senza dirlo: deve pur arrivare il giorno della gjakmarrja, la tremenda vendetta d’onore che l’antico codice del Kanun, prima o poi, impone a ogni albanese.

Perché ai kosovari non è mai bastato che quel massacro del 1999 — oltre 40 corpi trovati in una fossa comune, compresi donne e ragazzini — all’epoca abbia indignato il mondo, aperto gli occhi sull’ennesima pulizia etnica di Slobodan Milosevic e spinto l’America di Clinton, Nato e Italia comprese, a intervenire bombardando i serbi.