REUTERS/Marcos Brindicci
“Ai più giovani dico: non perdete la speranza. L’unica battaglia che si perde è quella che si abbandona”. E Taty Almeida, leader storica delle Madres de Plaza de Mayo, ha lottato fino all’ultimo (è mancata domenica 14 giugno 2026 a Buenos Aires, a pochi giorni dal compiere 96 anni) per far luce sulla “scomparsa” degli attivisti sequestrati dal regime militare del generale Jorge Rafael Videla, che governò l’Argentina dal 24 marzo 1976 al 10 dicembre 1983: una dittatura feroce e terrorista che lasciò dietro di sé una scia di circa 30.000 desaparecidos (il numero è ancora oggi approssimativo, a cinquant’anni di distanza), con gli oppositori politici sistematicamente incarcerati in centri di detenzione clandestini (oltre 800) al di fuori di qualsiasi controllo e di qualsiasi forma di legalità, e lì torturati e assassinati. Fu allora, verso la fine degli anni Settanta, che il termine “desaparecidos” cominciò a fare il giro del mondo. Soprattutto grazie al coraggio e alla forza indomita di quelle donne (madri, mogli, sorelle) che osarono sfidare il regime per denunciare a voce altissima la scomparsa dei loro cari. Perché cercavano risposte, ma nessuno le ascoltava. Un silenzio intollerabile. Così, il 30 aprile 1977, quattordici di loro decisero d’incontrarsi in Plaza de Mayo, tutte insieme, per dare anche un’impronta “fisica” a quella protesta, di fronte all’indifferenza del regime militare. Una volta ogni settimana, sventolando i loro fazzoletti bianchi, fin quando non avessero ricevuto le risposte che cercavano. Fu allora, e da allora (ma la partecipazione crebbe esponenzialmente), che quelle donne decisero che tutte le lettere indirizzate ai funzionari governativi fossero firmate come “le madri che s’incontrano ogni giovedì alle 15,30 in Plaza de Mayo”. E le marce continuano ancora oggi: tutti i giovedì, alle 15,30, indipendentemente dalle condizioni meteo. Sul sito madres.org sono riportati i documenti e i resoconti di cinquant’anni di una delle più ferme, risolute e prolungate proteste che siano mai state messe in atto. Quelle risposte non sono mai arrivate, non tutte almeno.










