I carabinieri della compagnia di Napoli Poggioreale hanno eseguito custodie cautelari in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di due indagati, entrambi italiani di 30 e 24 anni, ritenuti gravemente indiziati di porto e detenzione illegale di arma comune da sparo, con l’aggravante del metodo mafioso per il solo 24enne riferita all’appartenenza al clan “De Micco”, operativo nel quartiere Ponticelli dell’area Est di Napoli. Le indagini, avviate a seguito dell’omicidio del 20enne Fabio Ascione commesso a Napoli lo scorso 7 aprile, hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli odierni indagati poiché, attraverso l’analisi di sistemi di videosorveglianza ed escussione testimoni, si delineava un grave quadro indiziario in ordine alla illegale detenzione e porto in luogo pubblico di una pistola, che veniva poi ceduta ad altro soggetto sottoposto a fermo di indiziato di delitto lo scorso 14 aprile, con la quale, subito dopo, avrebbe partecipato ad un conflitto a fuoco su pubblica via e alla presenza di più persone.
Tali elementi hanno portato il Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, a ritenere gli odierni indagati gravemente indiziati del reato di porto e detenzione illegale di arma comune da sparo, con l’aggravante del metodo mafioso per il solo 24enne, disponendo nei loro confronti la misura della custodia cautelare e la traduzione in carcere.Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.









