di Fausto Cariotimartedì 16 giugno 20264' di letturaPer la pace in Medio Oriente, ma anche per i conti delle famiglie italiane e le casse pubbliche. L’ultimo decreto per frenare gli aumenti dei carburanti scadrà il 3 luglio e Giorgia Meloni spera che per allora il costo del petrolio e del gas sia sceso quanto basta da non rendere necessari nuovi costosi interventi. Per questo è necessario che il traffico nello stretto di Hormuz torni libero. C’è ancora «molta strada da fare», avverte chi ne ha parlato con la premier, ma le certezze di Donald Trump dopo l’accordo con l’Iran («il petrolio tornerà a scorrere») autorizzano a sperare.Il ringraziamento del segretario alla Difesa Pete Hegseth a Meloni e a Guido Crosetto per «il crescente ruolo di leadership dell’Italia nella difesa europea», assieme all’indicazione che gli Stati Uniti non intendono disimpegnarsi dalle basi italiane, confermano che il clima volge al sereno anche nei rapporti con Washington.Sondaggio Mentana, per Swg Vannacci aggancia la Lega. FdI primo partito. Bene Forza Italia e M5sCome ogni lunedì, ecco il sondaggio Swg, proposto da Enrico Mentana nel corso del suo TgLa7. La consueta rilevazi...L’ASSE DEI QUATTRO

È con queste premesse che la presidente del consiglio è arrivata ieri, poco dopo le 18, a Évian-les-Bains, sede dell’ultimo G7 presieduto da Emmanuel Macron: il capo di Stato francese lascerà l’incarico nella primavera del 2027 e non potrà ricandidarsi. Nell’occasione, si rivede l’asse dei quattro leader europei: Meloni, Macron, il tedesco Friedrich Merz e il britannico Keir Starmer. Partecipano tutti al vertice in terra francese e subito dopo l’annuncio di Trump hanno fatto una dichiarazione congiunta, alla quale si sono aggiunti la giapponese Sanae Takaichi e altri leader. Le priorità italiane sono indicate lì.Meloni e i suoi colleghi si congratulano con Stati Uniti e Iran, nonché con Qatar e Pakistan, i due Paesi mediatori, per la «svolta diplomatica». Chiedono che l’intesa che fissa il percorso di pace sia applicata «rapidamente e completamente» e si dichiarano pronti a dare il loro contributo. In particolare, ritengono «essenziale» che ci sia «la riapertura urgente dello stretto di Hormuz con libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni».Nessun pedaggio dovrà essere pagato. Da parte loro, fanno sapere agli Stati Uniti di essere pronti a svolgere «una missione strettamente difensiva e indipendente per garantire la sicurezza della navigazione commerciale e condurre operazioni di sminamento». Ribadiscono che è della massima importanza che l’Iran non si doti mai di un’arma nucleare e confermano «il pieno sostegno alla stabilità, alla sovranità e all’integrità territoriale del Libano e all’importanza di un cessate il fuoco efficace». Parole, queste, rivolte soprattutto a Benjamin Netanyahu: anche se Israele non viene citato, traspare la preoccupazione che possa offrire all’Iran il pretesto per far saltare l’accordo.Prima di partire per Évian, Meloni ha spiegato più in dettaglio il ruolo che intende svolgere l’Italia. «Ferma restando la necessaria autorizzazione parlamentare», ha detto in una nota, il governo di Roma è pronto a «contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello stretto». E in Libano, dove operano già i caschi blu, l’Italia «continuerà a lavorare per sostenere la sovranità libanese».G7, Donald Trump picchia duro: "Come diventi terzo mondo"Donald Trump non smette di far parlare di sè. A poche ore dalla conferma di un accordo Usa-Iran per porre fine al...IL RUOLO DELLE CAMERE