Di Affidopoli si è parlato alla seduta plenaria del Parlamento europeo a Bruxelles. Con l’annuncio della presidente Roberta Metsola si è aperto ieri il conto alla rovescia sulla richiesta di revoca dell’immunità di Matteo Ricci, il passaggio che può consentire alla Procura di Pesaro di leggere e utilizzare le chat con l’ex collaboratore Massimiliano Santini. "Le autorità competenti italiane mi hanno inoltrato una richiesta di revoca dell’immunità parlamentare di Matteo Ricci". Lo ha reso noto la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, intervenuta ieri pomeriggio in apertura della sessione plenaria dell’Eurocamera. La replica dell’ex sindaco ora europarlamentare non ha tardato ed è arrivata a stretto giro, dopo le parole di Roberta Metsola: "Fate presto! – scrive in una nota Ricci - Speriamo che già a settembre possa arrivare l’autorizzazione del Parlamento. Oggi (ieri ndr) la Presidente Metsola in apertura di seduta ha avviato immediatamente l’iter, girando la richiesta alla Commissione Juri. Questa è una buona notizia perché ho già richiesto nei giorni scorsi che si faccia il prima possibile". Ricci ricorda i passi precedenti: "Mi sono affrettato il 3 dicembre 2025 a depositare ai magistrati una dichiarazione scritta in cui autorizzavo la lettura di qualunque corrispondenza riferita all’indagine con Santini. Ancor più, il 27 gennaio 2026, con una memoria dei miei avvocati, ho ribadito alla Procura il mio consenso ad acquisire agli atti processuali e prendere cognizione di qualsivoglia corrispondenza tra me e Santini riferibile all’indagine in corso. Infine, in data 13 aprile 2026, ho reso nuovamente interrogatorio dinnanzi al Pubblico Ministero e, anche in quell’occasione, ho ribadito il consenso alla lettura di tutta la corrispondenza. Nei giorni scorsi ho già comunicato ai vertici del Parlamento e ai membri della commissione Juri la mia intenzione di assecondare la richiesta della Procura di acquisire e leggere la corrispondenza con Santini, contenente anche un file audio, che ho depositato come difesa. Ho chiesto inoltre che il Parlamento si esprima favorevolmente nel più breve tempo possibile, speriamo già nel mese di settembre. In questi mesi ho sempre collaborato al massimo con gli inquirenti, esprimendo massima fiducia e fornendo tutte le informazioni utili e ribadendo in ogni sede la mia totale estraneità ai fatti contestati. Continuerò a farlo, insistendo affinché il Parlamento si esprima favorevolmente con la massima urgenza: il mio assenso alla Procura risale ormai a sette mesi fa". Nei giorni scorsi l’avvocato Gioacchino Genchi, legale di Massimiliano Santini, aveva tuttavia suggerito un’altra via, ossia quella che fosse lo stesso Ricci a consegnare tutto alla Procura: "Qualora l’onorevole Ricci intendesse fornire un contributo concreto e immediato all’accertamento della verità, egli potrebbe autonomamente estrarre dal proprio dispositivo le conversazioni ritenute rilevanti e depositarle spontaneamente presso la Procura della Repubblica. In tal caso si tratterebbe di documentazione proveniente direttamente dall’indagato e prodotta volontariamente dallo stesso, suscettibile di acquisizione al procedimento ai sensi dell’articolo 234 del codice di procedura penale e, più in generale, delle norme che disciplinano l’acquisizione documentale".