HomeMonza BrianzaCronacaLe presunte violenze alla materna: "Bimbi liberi di giocare e muoversi"L’ex maestra imputata di maltrattamenti nei confronti dei piccoli alunni respinge le accuse al mittente. L’interrogatorio in aula: c’è sempre stato rispetto coi genitori, in tanti mi hanno affidato anche i secondi figli.Secondo l’accusa la maestra avrebbe tenuto i bambini a lei affidati in uno stato di soggezione. La 63enne ha negato tutto nel corso dell’interrogatorioRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici"Ho insegnato per 40 anni in quella scuola e c’è sempre stato dialogo e rispetto con i genitori dei piccoli alunni, tanto che molti hanno iscritto con me anche i secondi figli. Nessun clima di terrore, i bambini erano liberi di giocare, muoversi, parlare e socializzare". A.G., 63 anni, ex maestra nella scuola materna Sacro Cuore di Gesù di Desio nega di avere commesso "atti di violenza fisica e psicologica" nei confronti dei bambini della sua classe, compiuti "con cadenza abituale": percosse, strattoni, comportamenti restrittivi, persino il divieto di recarsi in bagno durante il pranzo, con il risultato che qualcuno avrebbe finito per farla nelle mutandine.

La donna è stata interrogata ieri alla ripresa del processo al Tribunale di Monza che la vede imputata di maltrattamenti e dove si sono costituiti parti civili per avere un risarcimento dei danni la Fondazione Opera Pia Sacro Cuore di Gesù a cui fa riferimento la scuola e alcuni genitori a favore dei propri figlioletti. Nel 2022 A.G. era stata licenziata dalla scuola, che aveva presentato una denuncia. Secondo l’accusa la maestra avrebbe tenuto i bambini a lei affidati in uno stato di soggezione, con manifestazioni di disagio e malessere che si sarebbero manifestati da parte di alcuni di loro, anche piccoli diversamente abili. Sul capo di imputazione è indicato che "li percuoteva afferrandoli violentemente per le braccia e conducendoli all’interno della classe" e vengono indicati strattonamenti e pure imposizioni, come il divieto di parlare tra di loro, di giocare e di muoversi da tavola durante il pranzo. Oppure l’obbligo di restare seduti sul tappeto fino a quando l’insegnante dava loro l’ordine che potevano alzarsi. Le segnalazioni erano partite da alcuni bambini e arrivate ai loro genitori e poi alla presidenza della scuola materna desiana.