di Antonio Mancinelli
Monica Sarti guida Faliero Sarti con la naturalezza rara di chi non eredita una maison: la rimette ogni stagione in circolo. Terza generazione di una dinastia tessile nata a Prato nel 1949, dal 1991 ha trasformato la linea accessori in un linguaggio autonomo, facendo della sciarpa non un complemento, ma una superficie emotiva, colta. A Pitti Uomo 110, nella sezione Futuro Maschile, porta una ricerca che tiene insieme manifattura toscana, visione internazionale e leggerezza contemporanea. Lei è imprenditrice, Ceo, direttrice creativa, erede di una storia tessile.
Come si tengono insieme questi ruoli?
"Sinceramente me lo chiedo anch’io, anche perché, prima di tutto, vorrei essere mamma e compagna dei miei due uomini di casa : Matteo e Tommaso che mi sopportano e mi supportano. Indubbiamente non è facile, richiede una buona dose di organizzazione e di ottimi collaboratori con cui condividere la quotidianità e gli obiettivi: fare squadra e delegare è fondamentale. Però problemi e imprevisti sono anche occasioni che ci permettono di crescere. Per fortuna condivido questo percorso con i miei fratelli, Gabriele e Federico. Ognuno ha il proprio ruolo ma siamo uniti dallo stessa missione: custodire e rispettare tutti i valori trasmessi da nostro padre, nel rispetto del nome che portiamo, dei dipendenti e dei collaboratori che credono in noi e delle persone che ci rinnovano la loro fiducia".








