HomeBolognaCronaca"Ticket sosta, si poteva andare per gradi"Il presidente dell’Ente Parchi, Tiberio Rabboni, e i parcometri al Corno: "Se interpellati, avremmo dato alcuni suggerimenti utili"Anche Tiberio Rabboni, presidente dell’Ente Parchi, è critico sull’introduzione dei parcometriRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciNessun passo indietro sui parcheggi a pagamento alle pendici del Corno alle Scale. Le colonnine sono state installate a fine maggio, ancor prima della segnaletica orizzontale, spiazzando i frequentatori della zona. Dopo le polemiche, la sindaca Barbara Franchi ha però garantito che i proventi saranno tutti reinvestiti nella manutenzione e che, prossimamente, verranno studiate agevolazioni per residenti e sciatori. Sebbene, al momento, dal municipio non trapelino novità, a intervenire sulla questione è Tiberio Rabboni, presidente dell’Ente Parchi.
"Una decisione formalmente ineccepibile: la competenza è del Comune e gli introiti aiuteranno Lizzano a gestire la più ambita meta turistica dell’Appennino. Tuttavia, se interpellati, avremmo potuto offrire suggerimenti utili. Ad esempio, integrare il costo del parcheggio con i servizi già presenti, dall’utilizzo delle seggiovie alle escursioni con le guide ambientali. Inoltre, si sarebbe potuto implementare il pagamento per gradi, limitandosi inizialmente al weekend a partire da importi più bassi da adeguare in un arco temporale definito. Una maggiore informazione e condivisione avrebbe probabilmente permesso alle persone di capire meglio le ragioni del provvedimento". La scarsa comunicazione è al centro delle critiche, anche fra chi, in linea di principio, non è contrario al pagamento. "La manutenzione del territorio è importante – scrive Alessandro su Facebook – ma progetti di così forte impatto dovrebbero essere discussi a fondo. C’è stato un errore di comunicazione, in primis, e questo può dare il via a polemiche e incomprensioni". Un altro aspetto che fa discutere è quello relativo alla gestione dei terreni adibiti a parcheggio. Per alcuni, il concedente delle aree sarebbe proprio il parco, ma la confusione regna sovrana.








