Rendere Lodi una città più accogliente per le persone con Alzheimer e demenza, ma anche per le loro famiglie. È l’obiettivo di “Non chiedermi di ricordare”, progetto presentato ieri nella sede della Fondazione Comunitaria, in corso Archinti, e finanziato nell’ambito dell’ultimo Bando Sociale della Fondazione. Capofila è l’associazione Towanda. Il progetto durerà dodici mesi, da giugno 2026 a giugno 2027, e punta a costruire una città “demenza friendly” attraverso incontri informativi nei quartieri, attività per caregiver e momenti di socializzazione per persone con decadimento cognitivo. Dopo una prima sperimentazione al quartiere Fanfani, l’obiettivo è allargare il percorso a San Fereolo, Città bassa e centro cittadino. "L’ambizione è portare in modo capillare questa iniziativa nei quartieri", ha spiegato l’assessora comunale al Welfare, Simonetta Pozzoli. "Siamo davanti all’esplosione dell’invechiamento della popolazione - ha sottolineato la consigliera comunale Silvana Cesani –. Le risposte standard non bastano più". "Lo vivo ogni giorno con mia mamma che è affetta di Alzheimer: a volte ci si sente davvero soli" ha raccontato Lavinia Schiavi, coordinatrice del progetto. Nel Lodigiano sono circa 2mila i pazienti in carico che soffrono di demenza. L.R.C.
Città “demenza friendly“. Al via un progetto annuale
Rendere Lodi una città più accogliente per le persone con Alzheimer e demenza, ma anche per le loro famiglie. È...
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