MESTRE - Sul letto di morte, ai figli, aveva chiesto che le sue ceneri potessero essere disperse tra mare e laguna, alla bocca di porto del Lido. Non subito e non da solo, però: insieme a lui, infatti, doveva esserci anche colei con cui aveva condiviso gran parte della vita, la moglie. Un patto eterno, quello tra F.B. e S.P., nel desiderio di riposare insieme anche dopo la morte tra le acque del mare. Una scelta di appartenenza per loro, originari del Lido. Una richiesta negata inizialmente dal Comune e approvata, invece, dal giudice del tribunale di Venezia che ha dato ragione alla coppia e concesso il via libera alla cerimonia.
F.B., nato nel 1937 e deceduto nel 2020 all'età di 83 anni, aveva dettato un ultimo pensiero ai suoi cari, che attualmente risiedono a Mestre: le sue ceneri dovevano essere consegnate alla moglie e custodite in casa sua fino alla sua morte. Solo a quel punto i loro resti avrebbero dovuto essere affidati al vento per poi scomparire tra le onde del mare, alle bocche di porto del Lido San Nicolò. LA STORIA Quel desiderio, suggellato da parole chiare, era diventato un progetto condiviso. Il problema, per il Comune, era che quelle parole non erano state messe nero su bianco nel testamento. Nel 2020 era stato autorizzato l'affidamento dell'urna di F.B. alla moglie per la conservazione domestica. Poi, nel 2025, si chiude l'ultimo atto di quel patto: S.P., a 87 anni, muore. I figli, decisi a dare concretezza al testamento morale dei genitori, si rivolgono all'impresa funebre incaricata, le onoranze funebri San Giuseppe di Andrea Morando, per notificare al servizio di polizia mortuaria di Venezia la rinuncia all'affidamento dell'urna e la richiesta di trasporto delle ceneri. Così l'urna che era stata custodita nella casa della moglie viene trasferita al cimitero di San Michele, luogo già scelto per accogliere le sue ceneri. I figli, attraverso l'impresa funebre, presentano al servizio di stato civile del Comune una domanda congiunta: rinunciare all'affidamento e autorizzare la dispersione delle ceneri dei due coniugi. L'ufficiale accoglie la richiesta per S.P. ma rifiuta quella per F.B., sostenendo che non risulti chiara la volontà di dispersione per lui. I famigliari si affidano a un legale, l'avvocata Maura Bragato, e presentano ricorso. Il 22 settembre, la seconda sezione civile del Tribunale di Venezia, in camera di consiglio e presieduta dalla giudice Lisa Micochero, autorizza infine la dispersione congiunta. Il tribunale, infatti, ha riconosciuto che la temporanea custodia domestica delle ceneri del marito non contraddica la volontà di disperdere, ma era un atto coerente con il progetto comune dei coniugi: essere uniti anche nell'ultimo viaggio. Secondo la legge, infatti, non serve una disposizione testamentaria formale per rendere legittima tale scelta. La settimana scorsa si è svolta la cerimonia di addio: le ceneri dei due coniugi hanno potuto raggiungere il mare in un ultimo eterno abbraccio.






