ROMA – Nei primi due mesi e mezzo della guerra iniziata dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran, il patrimonio aggregato di 41 miliardari del settore energetico nei Paesi del G7 – Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e USA – è cresciuto di 23,5 miliardi di dollari: più o meno circa 300 milioni al giorno o, se si preferisce, 1.000 dollari ogni 3 secondi. Nel complesso, dal 2020 i miliardari di tutto il mondo hanno incrementato la propria ricchezza di 9.800 miliardi di dollari. A rivelarlo è un nuovo report pubblicato oggi da OXFAM, in occasione dell’apertura del G7 di Evian, in Francia.
I grandi profitti che arrivano dalle guerre. L’impennata dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari – evidenzia il dossier - sta mettendo in ginocchio le famiglie in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito, già martoriati da anni di turbolenze economiche, crisi del debito e shock climatici. Nel frattempo, si stima che i profitti delle sei maggiori compagnie petrolifere globali cresceranno nel 2026 dell’80%, rispetto alle previsioni pre-belliche, arrivando a toccare quota 152 miliardi di dollari alla fine dell’anno (416 milioni di dollari al giorno).
Una vera “manna” per i pochi che se ne avvantaggiano. Una super vincita a questo speciale Superenalottoche non si limiterà al solo settore petrolifero: anche le 3 maggiori aziende mondiali di fertilizzanti, infatti, dovrebbero vedere i propri profitti aumentare del 23%, ossia di ben 928 milioni di dollari, rispetto a quanto si poteva prevedere prima dell’inizio della guerra all’Iran. Il profitto medio di una corporation dell’indice S&P 1.200 con casa-madre in un Paese del G7 dovrebbe superare nel 2026 le previsioni ante-guerra di 413 milioni di euro.








