Un'ammissione di colpa e un ultimo post profetico. Emergono nuovi dettagli sulla vicenda di Marta, la giovane di 21 anni morta in Brasile dopo essere stata lanciata con il bungee jumping senza le attrezzature di sicurezza. Gli operatori dell'azienda "Entre Cordas" l'hanno sollevata in posizione "superman" e l'hanno lanciata nel vuoto. Si erano dimenticati di assicurarla con una corda. Tre uomini sono stati arrestati con la polizia che sta proseguendo le ricerche.

L'ammissione di colpa Le immagini registrate sul posto mostrano la giovane equipaggiata con casco e imbracatura, mentre la corda che avrebbe dovuto garantirne la sicurezza risulterebbe rimasta a terra. Subito dopo il lancio, come rivelato dal Daily Mail, alcuni presenti si sono resi conto dell'errore e hanno iniziato a gridare richiamando l'attenzione degli operatori. Uno degli organizzatori ha spiegato agli investigatori che all'interno del gruppo non esisteva una figura specificamente incaricata dei controlli finali e che la verifica dell'attrezzatura veniva svolta collettivamente dal personale presente. Proprio questa mancanza di responsabilità individuali è ora al centro delle indagini.L'ultimo post di Marta Nei giorni successivi all'incidente sono emersi anche alcuni messaggi pubblicati dalla giovane sui social network poco prima del salto. Maria aveva condiviso fotografie del ponte e dell'area circostante, alternando entusiasmo e preoccupazione per l'esperienza che stava per vivere. In uno dei post aveva scherzato ("Chi è stato il pazzo che mi ha lasciato saltare da un ponte?"), mentre in un'altra immagine compariva un cartello con l'avvertimento di pericolo e rischio di morte.La morte della studentessa ha suscitato forte commozione in tutto il Paese e riacceso il dibattito sui protocolli di sicurezza adottati nelle attività sportive estreme. Gli investigatori stanno cercando di stabilire con esattezza come sia stato possibile che una procedura considerata fondamentale sia stata omessa prima del lancio.