Bari verso il no, Lecce prova a crederci. Si intensifica la corsa per definire gli stadi italiani destinati ad ospitare l'Europeo 2032 che l'Italia ha ottenuto in condivisione con la Turchia. Ma mentre la nazione anatolica è già prontissima all'evento con ben dodici impianti potenzialmente eleggibili, nel Belpaese la ricerca è quantomai complicata. Soprattutto al Sud. Ed ecco, allora, che Lecce prova a costruire il suo sogno. L'appuntamento è fissato: si terrà mercoledì 17 giugno, alle 14:45, nella sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a Porta Pia in Roma, l’incontro tra il commissario straordinario per le opere di Uefa Euro 2032, Massimo Sessa, e il presidente dell’US Lecce, Saverio Sticchi Damiani. Parteciperà inoltre il senatore leccese Roberto Marti, Presidente della Commissione cultura, istruzione, ricerca e sport del Senato della Repubblica. Al centro del confronto gli eventuali interventi per lo stadio Ettore Giardiniero (ovvero il Via del Mare), inserito dal Dpcm dedicato a Euro 2032 nel Piano nazionale degli impianti candidati a ospitare la competizione.
Una questione "meridionale"
D'altra parte, proprio nelle ultime ore sono stati avviati i lavori per il rifacimento della copertura dell'impianto, il primo di una serie di interventi che potranno cambiare il volto dello stadio sia in vista degli ormai imminenti giochi del Mediterraneo, sia per il futuro. Lecce, peraltro, potrebbe redigere un dossier molto più "sostenibile" in vista di Euro 2032, contando su una concorrenza piuttosto ristretta nel Meridione. Considerando, infatti, gli altri stadi inseriti nel Dpcm, è nota la situazione del San Nicola di Bari che necessiterebbe di almeno 120 milioni di interventi soltanto per avanzare concretamente la sua candidatura. Una cifra astronomica che ha indotto il sindaco Vito Leccese alla massima prudenza. Per il Sud la partita resta aperta soprattutto tra Napoli e Palermo, con il capoluogo siciliano che può contare anche sulla forza del City Football Group (la stessa proprietà che controlla il Manchester City), ma dovrebbe addirittura presentare un nuovo impianto cantierizzabile non oltre i primi mesi del 2027, mentre in Campania forti sono le divergenze tra la famiglia De Laurentiis (proprietaria del Napoli) e l'amministrazione comunale sullo stadio "Maradona". Sorprende anche la presenza di Salerno. Lo stadio campano entra infatti nel Piano nonostante la Salernitana militi oggi in Serie C. Un inserimento che richiama il progetto di rifacimento sostenuto dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e che negli ultimi anni è stato più volte al centro del dibattito politico e sportivo locale.







