La prima ad aver comprato i Btp Italia Sì sarà stata la cartomante. Quella che, nello spot ufficiale del ministero delle Finanze, consiglia ai suoi clienti soluzioni facili per ogni cosa, tranne che per salvaguardare i risparmi. Non è stata solo l'efficacia della reclàme a convincere i piccoli risparmiatori a sborsare un miliardo di euro per il nuovo titolo di stato già a pochissime ore dalla sua emissione, fissata per lunedì 15 giugno. L'emissione, della durata di cinque anni, offre infatti un rendimento reale annuo minimo garantito dell'1,6 per cento, a cui si aggiungono la rivalutazione legata all'andamento dei prezzi e un premio fedeltà dello 0,6 per cento del capitale sottoscritto per chi acquista il titolo nei giorni del collocamento e lo mantiene fino alla scadenza. All'elenco si unisce anche una tassazione agevolata al 12,5 per cento, valida già per tutti i titoli di stato. Un cocktail di vantaggi che negli ultimi quattro anni ha spinto sempre più famiglie a riempirsi il portafoglio di titoli di stato, in linea con la strategia del governo Meloni e del titolare del Tesoro Giancarlo Giorgetti, con l'obiettivo di aumentare il numero di italiani e residenti in Italia che detengono quote del debito pubblico: una sorta di “nazionalizzazione” del debito – così l'abbiamo chiamata nel 2023 – pensata ridurre le quote di titoli detenuti da investitori esteri e, secondo questa logica, togliere il paese dalle mani della speculazione, del rating e dei mercati internazionali. Peccato che dal 2021 al 2025 – tolta un temporanea riduzione – l'esposizione degli investitori esteri sia aumentata. Emissione dopo emissione, l'attivismo sovranista di Giorgetti ha preso piede. Nel 2021, la quota detenuta da famiglie e società non finanziarie residenti ammontava a 7,9 per cento. L'anno dell'insediamento di Meloni la percentuale è balzata al 9,5, per poi continuare a crescere: nel 2023 è arrivata al 13,2 per cento, nel 2024 al 14,1 e nel novembre 2025 è arrivata al 14,6, con una esposizione da oltre i 440 miliardi.A scendere, invece, è stata la quota di debito in mano a banche commerciali e altre istituzioni finanziarie monetarie residenti rispetto al 2022, passata dal 25,6 per cento al 20,1 per cento. Parallelamente, anche la quota di investitori stranieri si è lievemente assottigliata: dal 29,2 per cento del dicembre 2021 si è arrivati al 26,8 del dicembre 2022, fino al 26,2 per cento toccato nel marzo 2023: il livello più basso dal dicembre del 1998. "Modello Giappone, in cui gran parte del debito è nelle mani di famiglie", spiega al Foglio Stefano Sanna, analista di NoRisk, società di consulenza finanziaria indipendente. "Del resto è un paese vecchio come il nostro, e dunque vede una disponibilità di risparmio più ampia rispetto a quella dei giovani. Ma intendiamoci, i portafogli delle famiglie non possono essere considerate un salvagente dello stato a tutti i costi", ammonisce. "Dalle logiche di mercato non si può scappare".E infatti le cose sono andate diversamente. La quota di titoli in mano agli investitori esteri si è via via allargata, ritornando nel 2025 a superare abbondantemente il 30 per cento. C'entra uno spread più basso con i titoli tedeschi e un miglioramento del rating nazionale da parte delle agenzie. "L'Italia ha offerto un quadro migliore dei precedenti, in modo che gli investitori istituzionali riuscissero a riconsiderare il 'rischio Italia'", prosegue Sanna. "E ciò è stato reso possibile anche alla linea di prudenza e alla stabilità di questo governo, oltre al peggioramento della situazione degli altri paesi. Dalla Francia al Regno Unito, fino alla Germania". Senza contare il contesto internazionale fatto di guerre, dazi e incertezza. In uno scenario del genere, i titoli italiani hanno aumentato sensibilmente il loro fascino. "Il Btp Italia Sì è un titolo caratterizzato da un buon appeal in termini di rendimento reale, in quanto offre un extra-rendimento apprezzabile rispetto all'omologo a tasso fisso, considerando anche il premio a scadenza". Eppure, sostiene l'analista, "voler scappare dal mercato, con l'idea che sia brutto e cattivo, con l'idea che i cittadini in un'ottica di patriottismo sottoscrivano una fetta sempre più ampia di debito pubblico è una politica che rischia di sfociare nella retorica". Strategie patriottiche a parte, "le logiche finanziare in un modo o nell'altro riportano sempre alla realtà". Ecco perché secondo Sanna, questa è la strada da portare avanti. "Continuiamo a convincere istituzionali, e anche esteri, a lavorare per un paese più competitivo". Eppure, l'impegno da parte del governo per far acquistare titoli è stato più che evidente. Per lo meno sul versante della comunicazione. Prima è arrivato lo spot istituzionale con una coppia di pensionati pronti per una crociera pagata con gli interessi dei Btp valore. Un sorriso radioso e un claim accattivante: “È il modo più sicuro per integrare stipendio e pensione”. Poi è stato il turno della palestra e dei Btp Più, con un personal trainer impegnato a dare consigli di ginnastica (con doppio senso finanziario) a degli anziani. Dai pesi si è arrivati ai phon, con un parrucchiere che tra una spettegolata e l'altra consiglia alla sua cliente di acquistare titoli di stato perché “loro sì che mantengono le promesse”, e “vanno su senza lacca”. Nel marzo 2026 c'è la svolta musical. Giradischi, balletti e motivetto di sottofondo: “Ha successo e cresce nel tempo, quando lo senti è impossibile star fermo”. Ritornello? “BTPiace!”.Tre mesi dopo ecco i Btp Italia Sì (il riferimento alla canzone di Elio e le storie tese è casuale?), con lo spot della cartomante e la freddura finale: “Prevedo...che a comprarli provvedo!”. Tanti scenari quotidiani, zeppi di giochi di parole, ironia e ottimismo. Con buona pace dello stile corretto, chiaro ed esauriente auspicato dalla normativa sulla trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. "Non mi fa impazzire questa comunicazione", ammette Sanna. "In Italia devono essere fatti grandi passi avanti dal punto di vista dell'educazione finanziaria, che è innanzitutto un percorso di consapevolezza. E anche se per i Btp i rischi sono contenuti, il futuro finanziario di questo paese me lo augurerei un pochino più informato". Per approfondire