HomeMilanoPoliticaFontana: “Sono nato nella Lega, nessuno vuole fare un nuovo partito. Vannacci? Valori incompatibili con centrodestra”Il governatore torna a parlare dell’ex generale: “un errore non rendersi conto del pericolo che rappresentava anche per il nostro movimento”. Sul futuro del Carroccio: “Serve un cambio di passo, si torni ad ascoltare di più i territori”Il vice-presidente della Lega Roberto Vannacci (a sinistra) e il governatore lombardo Attilio FontanaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMilano -“È stato un errore non rendersi conto del pericolo che rappresentava anche per il nostro movimento". Non usa mezzi termini il governatore lombardo Attilio Fontana parlando del generale Vannacci. “Io non credo che la presenza del generale Vannacci e dei suoi valori siano compatibili con i valori del nostro movimento", ha detto Fontana riferendosi a un possibile ingresso di Vannacci nella coalizione di centrodestra. Un errore quindi la scelta di nominarlo vicesegretario della Lega? "Mi sembra che vedendo il comportamento del generale Vannacci la risposta sia implicita" ha chiosato il numero uno di Palazzo Lombardia ospite a Start su Sky TG24. Non è la prima volta che Fontana (di prassi molto composto e misurato) fa sentire la propria voce in merito all’ex generale. Lo scorso settembre aveva lanciato un attacco frontale contro l’allora vice-segretario della Lega. “Col c**zo che vannaccizzano la lega”, aveva tuonato Fontana davanti ai Giovani Padani riuniti in congresso, scatenando applausi scroscianti e mettendo a nudo le tensioni interne al Carroccio. Qualche mese dopo era tornato sull’argomento, poco prima della separazione dalla Lega, definendo Vannacci “un’anomalia all'interno del nostro movimento".
Fontana: “Sono nato nella Lega, nessuno vuole fare un nuovo partito. Vannacci? Valori incompatibili con centrodestra”
Il governatore torna a parlare dell’ex generale: “un errore non rendersi conto del pericolo che rappresentava anche per il nostro movimento”. Sul futuro del Carroccio: “Serve un cambio di passo, si torni ad ascoltare di più i territori”







