La performance “Cries” di Christos Stergioglou e Alex Drakos Ktistakis
Venezia, 15 giu. (askanews) – Una performance tra musica e poesia, che unisce il teatro greco classico e l’attualità, attraverso diversi linguaggi e una intensità scenica notevole, amplificata anche dal luogo che la ospita. Alla Biennale Teatro 2026 Christos Stergioglou e Alex Drakos Ktistakis hanno portato il loro lavoro “Cries”, un viaggio emotivo attraverso il tempo, che presta attenzione alle voci, alle grida degli ultimi. Messo in scena nel Teatro Verde della Fondazione Cini sull’isola di San Giorgio, si presenta come un coro dalle profondità dell’umano.
“Purtroppo c’erano schiavi 2500 anni fa e ci sono schiavi ancora oggi – ha detto ad askanews Stergioglou – c’erano immigrati e profughi a qual tempo e ci sono oggi. Quindi non c’è un ‘allora’ e un ‘adesso’: siamo esattamente nella stessa situazione, non c’è differenza. Questa è la cosa più grave e quella che mi rende molto triste e arrabbiato: che esistono ancora queste cose, nonostante siano passati dei secoli e siano cambiate le epoche. Io spero che attraverso la nostra performance alcune persone possano ascoltate le grida di queste popolazioni e che per lo meno comincino a guardarle in modo diverso rispetto a come hanno fatto finora”.









