L’attaccante spagnolo Rafa Mir è stato condannato a una pena di otto anni e mezzo di reclusione per il reato di violenza sessuale aggravata da lesioni. I giudici di Valencia hanno ritenuto veritiere le accuse mosse da una ragazza in merito ai fatti avvenuti nella villa del calciatore nel settembre 2024. Un caso che presenta similitudini con la recente condanna ricevuta in Italia dal centrocampista Manolo Portanova.

Il calciatore Rafa Mir condannato a Valencia

Il giocatore nega le accuse di violenza sessuale

Il precedente italiano

Il calciatore Rafa Mir condannato a ValenciaUna pesantissima sentenza scuote il mondo del calcio europeo. La Sezione Quarta dell’Audiencia Provincial di Valencia ha condannato in primo grado il calciatore spagnolo Rafa Mir a una pena complessiva di otto anni e mezzo di reclusione.I magistrati hanno ritenuto l’atleta colpevole dei reati di violenza sessuale (per il quale sono stati inflitti sette anni) e di lesioni personali (diciotto mesi di carcere). Insieme all’ex attaccante del Valencia e dell’Elche è stato condannato a due anni e sei mesi anche il suo amico e collega Pablo Jara. I fatti risalgono alla notte del 1° settembre 2024, quando due ragazze sono state invitate nella villa di lusso del giocatore a Bétera.ANSARafa Mir, il calciatore condannato a 8 anni e mezzo di reclusione per violenza sessualeSecondo i giudici, la prima ragazza è stata presa di peso da Mir e gettata vestita in piscina, dove è avvenuto il primo abuso; poco dopo, rientrata in casa solo per recuperare la borsa dopo aver chiamato il padre in strada, è stata spinta dal calciatore in un bagno, dove si è consumata un’altra violenza. Anche la seconda ragazza è stata aggredita nella stessa notte: l’amico del calciatore, Pablo Jara, l’ha palpeggiata a forza nella piscina per poi colpirla con un pugno e cacciarla dal villino seminuda.Il giocatore nega le accuse di violenza sessualeIl dispositivo penale emesso dal tribunale include una sanzione accessoria per Rafa Mir, che prevede un risarcimento danni pari a 64.000 euro a favore della persona offesa e l’ordine tassativo di allontanamento a una distanza minima di 500 metri per la durata di un intero decennio.Durante il dibattimento in aula, il calciatore ha tentato di difendersi respingendo ogni contestazione mossa dal pubblico ministero e dichiarando che tutti i rapporti intimi avvenuti in quella notte fossero del tutto consensuali. La difesa ha sostenuto che l’intera vicenda fosse scaturita da una banale scenata di gelosia e da un bisticcio scoppiato tra le due amiche.