Bo Guerreschi, presidente di bon’t worry, associazione che lotta contro la violenza di genere, commenta a Fanpage.it il recente report nazionale sulle misure di tutela e sui procedimenti in materia di Codice Rosso diffuso dall’associazione stessa.

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Sondrio, nel cuore della Valtellina, è un comune lombardo con poco più di 20mila abitanti, in cui nel solo mese di novembre 2024 si sono registrati 12 casi di violenza su donne e nel novembre successivo, 2025, sono stati ben 26. "Un dato che rappresenta un aumento significativo più che un raddoppio", ha detto a Fanpage.it Bo Guerreschi, presidente di bon't worry, associazione che lotta contro la violenza di genere e che ha di recente diffuso il report nazionale sulle misure di tutela e sui procedimenti in materia di Codice Rosso.

"Sono dati che abbiamo appreso da procure, tribunali e carabinieri e che si riferiscono ovviamente ai casi denunciati. Ma sono ancora tantissimi invece le violenze e gli stupri mai usciti alla luce del sole, a Sondrio come nel resto d'Italia. A livello nazionale il 60% delle donne non denuncia più, sebbene il numero delle denunce negli ultimi anni sia aumentato notevolmente", ha detto ancora Guerreschi commentando i primi dati lampanti emersi dal report che conduce un'indagine sulla violenza di genere nel nostro Paese, violenza che continua a rappresentare "una delle problematiche più gravi e strutturalmente radicate". "Milano, Roma e Napoli sono le prime tre città italiane in cui si registra il maggior numero di casi di violenza. Ma se a Milano e a Napoli le forze dell'ordine e i pm agiscono subito a tutela delle donne, attivando il protocollo Codice Rosso e tutte le varie procedure del caso, a Roma no, questo non succede. Roma da questo punto di vista è ancora molto indietro, pur essendoci pm molto bravi. A Milano e a Napoli c'è più personale qualificato, capace di gestire casi di violenza. Per questo credo sia importante continuare a investire nella formazione di medici, assistenti sociali, carabinieri e pm potenziando laddove c'è necessità", ha detto ancora Guerreschi puntando l'accento sui pm, coloro che hanno il compito attivare il Codice Rosso e coordinare le indagini.