Quando in una famiglia c'è un bambino asmatico, il gatto è spesso il primo imputato. Basta un colpo di tosse, una notte agitata o qualche starnuto di troppo perché il sospetto cada inevitabilmente sull'animale di casa

di

E.R.

Crescere i bambini in una casa in cui è presente un micio è bellissimo: fonte di stimoli, benessere, felicità. Così è, almeno fino a quel primo tipico colpo di tosse. Il tema è controverso, tra i più dibattuti della medicina pediatrica: che effetto ha la presenza di un gatto in casa sulla salute dei bambini con asma e allergie? A provare a fare chiarezza arriva un nuovo studio pubblicato su Frontiers in Allergy, che analizza proprio il rapporto tra esposizione ai gatti e sviluppo di asma e allergie in età pediatrica.

La ricerca è stata coordinata da Resthie R. Putri del Karolinska Institutet di Stoccolma e rappresenta una delle più ampie analisi mai realizzate sul tema. Gli autori hanno esaminato i dati di 30.277 bambini svedesi tra i 4 e i 17 anni con diagnosi di asma e allergia respiratoria, seguiti per due anni attraverso i registri sanitari nazionali.