Condividevano e commentavano con frasi sessiste immagini prese dalle telecamere dei mezzi che inquadrano parti intime di donne. Bufera sull’Atm, l’azienda dei trasporti milanesi, dopo che la denuncia di una passeggera su un tram ha messo sotto accusa suoi dipendenti.
Il caso è stato reso noto dall'attivista e scrittrice Carlotta Vagnoli, nella sua newsletter "Rassegna Stanca”. Vagnoli riporta il racconto di una passeggera seduta sul tram 15 di fianco a «un autista in pausa, riconoscibile dalla divisa dell'azienda che aveva indosso» che «stava scambiando dei messaggi in una chat denominata 'Staff Ticinese' con quelli che, per la giovane, erano senza dubbio colleghi di lavoro» che non riguardavano «foto di situazioni di pericolo o problemi tecnici, bensì fotogrammi su gambe, volti, seni e cosce di donne ignare di essere diventate carne da macello per un gruppo di uomini con la divisa dell'azienda».
La donna «ha capito essere fotogrammi delle riprese dei video del circuito di sorveglianza in dotazione a ogni tram e usato per garantire la sicurezza di autisti e passeggeri» che «ritraevano donne ed erano accompagnate da commenti sessisti e frasi oscene».
Ha quindi segnalato l'accaduto ad Atm e lo stesso ha fatto Carlotta Vagnoli, e «Atm poche ore dopo si è palesata sia con me che con F. e un altro paio di donne che avevano portato a galla la questione. E lo ha fatto in un modo inaspettato. Ovvero con molta velocità».










