È possibile fare un viaggio di diecimila chilometri lungo le spiagge d’Italia? La risposta è sì. Questa è stata l’incredibile avventura di Andrea Guolo e Tiziana Di Masi, autori della Guida ai migliori Beach Club d’Italia (Morellini Editore), la prima dedicata al mondo degli stabilimenti balneari che arriva alla sua terza edizione, un progetto editoriale unico nel suo genere. Non solo: quest’anno i nostri rabdomanti della vita balneare rivelano anche gli stabilimenti da non perdere al lago. Un itinerario che tocca tutte le regioni costiere e quelle con i più grandi specchi di blu, un viaggio che non si limita a dare consigli per una vacanza all’insegna del relax o del divertimento, dell’esclusività o dell’autenticità, ma anche una geografia dell’utile che mappa un’offerta completa, strumento per turisti ma anche per operatori del settore.
La guida si propone come fermo immagine per raccontare il turismo balneare, una delle filiere più rilevanti dell’economia italiana, fortemente radicata ai territori. Un ecosistema integrato di servizi e opportunità: dalla ristorazione all’ospitalità, includendo sempre più intrattenimento e benessere. Un’imprenditoria coraggiosa che sfida i limiti ambientali della delicata morfologia costiera italiana, in numerosi punti soggetta ad erosione, e i garbugli di una burocrazia complessa, in quanto le spiagge sono aree di competenza demaniale dello stato. Facciamo un passo indietro. È utile ricordare la direttiva europea Bolkestein introdotta nel 2010, la quale punta alla concorrenza trasparente tramite gare pubbliche imparziali per l’assegnazione di autorizzazioni anche in caso di risorse naturali scarse.









