Non si ferma il flusso di migranti nel canale di Sicilia. Tra la notte e l’alba, due distinti interventi di soccorso hanno portato allo sbarco di 48 persone al molo commerciale di Lampedusa. I migranti, di varie nazionalità subsahariane e centrafricane, sono stati intercettati e assistiti in mare dalle navi delle organizzazioni non governative Nadir e Nihayet Garganey VI, prima di essere condotti a terra.
Il primo canale di salvataggio ha riguardato un gruppo di 38 persone, prevalentemente originarie di Somalia, Sudan e Liberia, tra cui si contano anche tre donne e un minore. Viaggiavano a bordo di un gommone di appena sette metri, una struttura del tutto precaria per affrontare il mare aperto. Secondo le prime testimonianze raccolte sul molo, il natante sarebbe partito dalle coste libiche di Zauia. Un viaggio della speranza pagato a caro prezzo: i trafficanti avrebbero riscosso circa 10.000 dinari libici a testa per la traversata.
Poco dopo, la seconda imbarcazione: un altro gommone di otto metri con a bordo 10 cittadini gambiani. Anche in questo caso il punto di partenza dichiarato è la Libia, nello specifico la località di Zuwarah. Per questo secondo viaggio, le tariffe versate ai contrabbandieri di uomini hanno oscillato tra i 4.500 e i 6.000 dinari libici per passeggero.






