Non si arrestano i flussi migratori lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Nel giro di poche ore, la costa di Lampedusa è tornata a essere il punto d'approdo per tre diversi natanti intercettati al largo dell'isola, portando a ottantotto il numero complessivo delle persone messe in salvo.

I soccorsi, coordinati con tempestività dalle motovedette dell'agenzia europea Frontex e della Guardia di finanza, hanno evidenziato ancora una volta la frammentazione dei percorsi di viaggio. L'intervento più imponente ha riguardato un'imbarcazione salpata dalla costa libica di Tripoli con a bordo settanta persone — tra cui nove donne e sei minori — provenienti da Bangladesh, Egitto, Pakistan e Siria. Sempre dal litorale tripolino è partito un secondo barchino con dieci migranti di nazionalità afghana, marocchina e sudanese (tra cui due donne), mentre una terza carretta del mare, con otto cittadini tunisini partiti da Mahdia, ha completato il quadro dei rintracci.

Le operazioni di sbarco si sono concentrate sul molo Papa Francesco, dove la macchina dell'assistenza si è attivata immediatamente. Tra le persone giunte a terra, una in particolari condizioni di sofferenza fisica è stata trasferita d'urgenza al poliambulatorio dell'isola per gli accertamenti e le cure del caso.