VOGHERA. “L’imperatore”, soprannome che lo accompagna da sempre, ha conquistato anche il Piemonte calcistico, e ora aspetta una nuova sfida. Alessandro Pagano, tecnico vogherese di 54 anni, ha condotto la Gaviese in Eccellenza (categoria che a Gavi mancava da oltre 50 anni), ma non è stato confermato per la prossima stagione: al suo posto è arrivato Arturo Merlo, ex Alessandria.Mister Pagano, che impresa è stata?«Straordinaria. Eravamo partiti per fare un campionato di vertice, poi a dicembre abbiamo alzato l’asticella sul mercato. Per i lavori al campo di Gavi, abbiamo giocato fuori casa, ad Arquata, quasi tutto l’anno, tornando a casa nostra nelle ultime 4 partite. Abbiamo chiuso terzi in campionato, poi ai playoff abbiamo coronato uno splendido sogno, ma sapevo già che sarebbe andata così. Al martedì, prima della finale a Moretta (vinta 4-3, dopo una gara palpitante, ndr), avevo ringraziato i ragazzi, dicendo che non avrei potuto farlo alla domenica, perché saremmo stati impegnati a festeggiare».Un altro successo a impreziosire il suo curriculum in panchina. Che valore ha questo traguardo con la Gaviese?«Nord Voghera, Bastida, Varzi, Casteggio e ora Gaviese, tutte vittorie gratificanti, ma questa è stata la più difficile. Non sono uno che va sotto la curva, o si mette in prima fila nelle foto dei festeggiamenti. Quello che mi dà più gioia è vedere la felicità negli occhi della gente, a Gavi avevamo sempre 500-600 spettatori a vederci, e nella finale di Moretta ci hanno seguito in 400 nel Cuneese. Le feste stanno continuando in questi giorni».È deluso per la mancata riconferma?«Mi sarebbe piaciuto restare, ma i matrimoni si fanno in due. A Gavi ho trovato un ambiente bellissimo, con dirigenti appassionati e seri, che non fanno il passo più lungo della gamba. Diciamo che durante la stagione, oltre ad allenare la squadra ho dovuto allenare anche qualche dirigente».Il futuro di Pagano?«Ora mi rilasso e vado al mare, di solito in questo periodo avevo già un bel colorito. Devo anche mettere a posto la schiena per riprendere a giocare a padel. Qualche chiamata era arrivata, ma ero concentrato sui playoff della Gaviese, ora aspettiamo con serenità».C’è una panchina in cui le piacerebbe sedersi?«Non nascondo che ho sempre avuto l’aspirazione di allenare la Vogherese, dove sono stato benissimo da giocatore, ma devono crearsi le condizioni giuste».A proposito di Voghe, quanto la rattrista la situazione attuale, con tante incertezze sul futuro?«Tantissimo, sono molto legato alla Vogherese. In generale, noto che nel calcio locale in questa fase c’è meno disponibilità a livello economico, poi c’è anche una carenza di strutture. Prima la Vogherese, poi Oltrepò e Casteggio che vanno ad allenarsi a Milano: non è un bel segnale per il territorio. Mi stupisce molto il Casteggio, quando c’ero io si puntava molto sulla “casteggianità”, evidentemente certe dinamiche sono cambiate».E alle società che vogliono Pagano, cosa promette?«Si possono scrivere romanzi su di me, ma il finale è sempre uguale, e prevede la vittoria».