HomeEditoriale e CommentoMeloni, Trump e il G7: il bilaterale non è il puntoDa oggi i due leader dormiranno sotto lo stesso tetto a Evian, e le occasioni non mancheranno comunque per colloqui a quattr’occhi. Che non cambieranno al fondo uno stato di fatto evidente e consolidatoGiorgia Meloni e Donald TrumpRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciAlla fine, sono sempre gli interessi complessivi a prevalere. È la forza della storia. Che in tre giorni di G7 in Francia, Giorgia Meloni e Donald Trump abbiano o meno l’atteso incontro bilaterale, riservato, non cambierà di molto collocazioni e strategie dei due Paesi. Non sovrapposte, ma neppure divergenti, anche in un mondo in cui le carte geopolitiche si stanno rimescolando.
Certo, i rapporti personali contano: il feeling femminile con von der Leyen e Metsola, ad esempio, non è probabilmente secondario rispetto a un avvicinamento della nostra premier alla Ue. Come non è bastata un’evidente simpatia reciproca, oltre alla consonanza politica, a impedire un raffreddamento tra Roma e Washington con lo scoppio della guerra in Iran e dopo il braccio di ferro sui dazi.
















