ROMA - Monte Bianco, Gran Paradiso, Mont Maudit, Cervino. In questi giorni, purtroppo, l'elenco delle vette più alte delle Alpi italiane non serve a promuovere il turismo in Valle d'Aosta, ma è la geografia di un fine-settimana di sangue. Sette alpinisti, tutti esperti, hanno perso la vita in incidenti ad alta quota. A portare a nove il totale, domenica, la caduta fatale di due ragazzi di 26 e 25 anni, dallo spigolo del Sojo d'Uderle, sul massiccio del Pasubio, tra Veneto e Trentino. Un'altra cordata li ha visti precipitare per un centinaio di metri, medici e volontari del Soccorso alpino non hanno potuto far altro che recuperare i due corpi alla base.
Le 48 ore terribili dei soccorritori valdostani sono iniziate venerdì alle 19.30, quando una telefonata ha informato la centrale operativa di Aosta che tre alpinisti trentini, Maicol Zenatti, Sergio Martinelli e Antonio Sardano, partiti all'alba dal rifugio Chabod, avevano attaccato la parete Nord del Gran Paradiso, uno scivolo di neve e ghiaccio di 500 metri di altezza, è non avevano più contattato le famiglie. L'elicottero ha raggiunto in pochi minuti la zona, e ha individuato i tre corpi, ancora legati in cordata, a 3.600 metri di quota. «Si tratta di una via di salita frequentata, l'unica spiegazione è che uno dei tre sia scivolato e abbia trascinato nella caduta gli altri», spiega Paolo Comune, responsabile del Soccorso alpino valdostano. L'inchiesta sulle cause della tragedia è affidata al Soccorso alpino della Guardia di Finanza. Nella giornata di sabato, notizie tragiche sono arrivate da altre vette al confine tra la Valle d'Aosta da un lato e la Francia e la Svizzera dall'altro. Due alpinisti stranieri (la nazionalità non è stata ancora resa nota) sono stati uccisi da una scarica di sassi sulla Cresta Kuffner del Mont Maudit, una cima di 4.465 metri nel massiccio del Bianco. Nelle stesse ore, un francese è morto sullo Sperone della Brenva, una classica via del versante italiano del Monte Bianco, e la sua compagna è stata evacuata in elicottero. Sulla via normale del Cervino, un altro alpinista transalpino è caduto dalla cresta del Pic Tyndall, e a dare l'allarme è stato un suo amico che era rimasto al rifugio Carrel.










