Il drammatico bilancio sui Quattromila della Valle d'Aosta e del versante francese. Tra le vittime tre compagni di cordata trentini precipitati per centinaia di metri. Gli ultimi tre decessi nella mattinata di oggi

Una vera e propria strage sui Quattromila delle Alpi nord-occidentali. In sole 24 ore, una catena di tragici incidenti ha portato alla morte sette alpinisti impegnati su alcune delle vette più difficili d’Europa, tra la Valle d’Aosta e il massiccio del Monte Bianco. L’ultimo drammatico aggiornamento è arrivato nel primo pomeriggio di oggi, sabato 13 giugno, con il recupero del corpo di un’ulteriore vittima nella zona del ghiacciaio della Brenva, sul Monte Bianco, che ha tragicamente aggiornato un bilancio già pesantissimo.

Nonostante l’allarme scattato dopo la tragedia di ieri del Gran Paradiso, la giornata di oggi ha registrato una sequenza altrettanto drammatica di incidenti mortali a partire dalle prime ore del mattino. Sul versante francese del massiccio del Monte Bianco, precisamente sul Mont Maudit (a 4.465 metri), due alpinisti sono stati recuperati senza vita.

Poco dopo, un altro decesso è stato registrato sul Cervino, a 4.478 metri. In questo caso la vittima è un alpinista straniero che stava percorrendo la via normale italiana della “Grande Becca”. L’incidente è avvenuto nei pressi del Pic Tyndall: il corpo è stato recuperato dai soccorritori svizzeri di Air Zermatt, intervenuti in stretto coordinamento con il Soccorso alpino valdostano, e trasportato ad Aosta. Gli accertamenti sulla dinamica della caduta sono tuttora affidati ai finanzieri del Sagf di Breuil-Cervinia. Sempre sul Monte Bianco, sul ghiacciaio della Brenva, i soccorritori hanno poi individuato la settima vittima di questa drammatica sequenza.