La Costa d’Avorio batte all’ultimo respiro l’Ecuador per uno a zero. Dopo un match in cui le due formazioni hanno colpito tre traverse, un palo e creato oltre venti occasioni da rete, ha la meglio la squadra africana, che ora vede aumentare vertiginosamente le chance di accedere al prossimo turno. Una sfida tra difese di ferro Le due formazioni si contendono il secondo posto del girone, dietro alla favoritissima Germania. Vincere questa partita sarebbe fondamentale per le due squadre per non complicarsi il percorso mondiale fin da subito. Una sfida tra difese di ferro. Da una parte la Costa d’Avorio ha trionfato nel girone di qualificazione, senza subire nemmeno un gol in dieci gare. Invece l’Ecuador ha incassato solo cinque reti in 18 partite, migliore risultato di tutte le sudamericane. Traverse e tante occasioni Il primo squillo della partita arriva già al secondo minuto con Caicedo che ci prova dalla trequarti, ma strozza il pallone che finisce in rimessa dal fondo. Al 10’ la punta ecuadoregna non approfitta dell’amnesia di Agbadou e a pochi metri dalla porta spara la sfera sopra la traversa. Subito dopo Yeboah ci prova dal limite, ma anche lui non riesce a centrare la porta. Il primo squillo ivoriano arriva al quarto d’ora. Kessié allarga per Tourè: Galindez fa il miracolo e devia la sfera. Gli africani crescono e giocano stabilmente nella metà campo avversaria. Dal 15' i sudamericani in contropiede sono sempre pericolosi e con il passare del cronometro guadagnano sempre più terreno. L’Ecuador da questo momento crea non pochi grattacapi agli avversari. Yeboah dal limite dell’area carica il sinistro, ma la conclusione di potenza scheggia la traversa. Subito dopo il cooling break il legno trema ancora: Vite serve con un pallone delizioso Minda che per pochi centimetri non trova il vantaggio. Alla mezzora la squadra di Fae torna a farsi sentire. Diomande, il più pericoloso nel primo tempo tra i suoi, serve in area Pepe, che non riesce a concludere in rete a causa di una scivolata provvidenziale di Franco.Fino all’intervallo le due squadre provano a infilzare le difese avversarie, con passaggi filtranti e lanci lunghi, senza però mai essere veramente pericolose. Unico episodio da segnalare, una rovesciata di Singo nel recupero: la palla esce alta sopra la traversa. La zampata vincente nel finale La ripresa riparte con lo stesso copione. Dopo pochi secondi i sudamericani sono ancora molto offensivi: Valencia attacca la profondità, sul lancio di Plata, ma il suo sinistro scheggia il palo. È il terzo legno dall’inizio del match. La partita non rallenta e le due formazioni continuano a sfidarsi a colpi di cavalcate e contropiedi. Al 51’ la Costa d’Avorio colpisce il suo primo legno. Ancora una volta Diomande punta l’area e serve perfettamente Wahi che però prende il palo. L’ala del Lipsia fa salire la squadra, facendo respirare la difesa africana e costringendo l'Ecuador a difendersi nella propria metà campo. Dopo venti minuti di pressing alto, gli africani concedono spazi e Plata ne approfitta per tentare di sbloccare la partita, ma Fofana si fa trovare pronto. Dopo il cooling break gli undici di Beccacece ritrovano le energie e riescono ad allontanare gli avversari dalla propria area. Nel finale la partita rimane sostanzialmente in equilibrio fino all’ultimo minuto prima del recupero. Singo, dopo un’eroica cavalcata con le ultime energie, serve l’ex Atalanta Diallo al limite dell’area, che con la precisione di un cecchino porta in vantaggio la Costa d’Avorio e chiude la gara.
Diallo stende l’Ecuador del finale, il Mondiale della Costa d’Avorio inizia alla grande
L’ex Atalanta segna al 90’ dà i tre punti alla squadra africana, per il sudamericani il rammarico dei tre pali colpiti










