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Simone Golia

Il fenomeno del biohacking sempre più diffuso fra le leggende dello sport che riescono a competere ad altissimi livelli anche in tarda età: «Corpo e mente sono le fondamenta»

Questa mattina la sveglia è scattata presto? Probabilmente a Miami David Beckham — 51 anni — aveva appena finito la solita colazione a base di carboidrati complessi, grassi sani e frutta fresca. La fa alle 9, in piedi già da 4 ore. Mezz’ora di stretching dinamico, poi alle 7 il «metodo F45». Che diavoleria è? «F» sta per Functional, «45» indica la durata in minuti della sessione, con intervalli ad alta intensità ed esercizi sempre diversi per bruciare calorie e migliorare la tonicità muscolare.

I sei pisolini di CR7Ok, basta. Forse meglio godersi il Mondiale di calcio in corso con un bel trancio di pizza davanti alla tv. Maledizione, però. Spuntano le foto di Cristiano Ronaldo, costume e occhiali da sole a Palm Beach. Anni 41, età biologica di 28.9 secondo il braccialetto della «Whoop». Mangia e dorme sei volte al giorno, pisolini da novanta minuti l’uno. Un sogno, basta questo per addominali così? No, ha anche il «vizietto» della crioterapia con cui sottopone il corpo a temperature estreme, talvolta -160 gradi, come pure Ibrahimovic, campione d’Italia con il Milan a 40 anni. Una tortura che favorisce la contrazione dei vasi sanguigni, i quali si dilatano riempiendo l’organismo di sangue ricco di sostanze antinfiammatorie.