Lo scontro15 giugno 2026 alle 01:33Gli alleati sardi al vicepremier di Forza Italia: «Si decide qui, non a Roma»
Antonio Tajani avrà pure accontentato i suoi piazzando, con tre anni di anticipo, la bandierina di Forza Italia sul candidato presidente alle Regionali del 2029. Ma vista dagli alleati sardi, non si è rivelata una buona idea quella del leader nazionale azzurro, atterrato a Cagliari sabato per il congresso isolano (chiuso con la riconferma di Pietro Pittalis).
Primo rilievo
Tajani, il vicepremier, sembra aver sottovalutato l’atipicità del contesto isolano, sostanza da queste parti: l’opposizione di centrodestra in Consiglio regionale è formata per metà da partiti made in Sardegna. Come i Riformatori. «Sono contento – premette il capogruppo Umberto Ticca – di vedere una forza politica in salute, che fa un bel congresso. Ma tutti i discorsi sulle elezioni del 2029 mi paiono prematuri: se il centrodestra vuole tornare a essere vincente, deve ascoltare i territori e i partiti regionali, una fetta importante del centrodestra sardo. Anche le ultime Amministrative dimostrano che dove si sono seguite le indicazioni locali, si è ottenuto un risultato migliore». Sul fatto che Tajani possa aver tirato così tanto la volata ai suoi per seppellire malumori interni, Ticca replica: «Questo non lo so. Ma non è importante: conta invece rispettare tutte le forze che compongono la coalizione, anche quelle non rappresentate a Roma».








