UDINE - Allarme aggressioni nel carcere di Udine. «Nella mattinata odierna (domenica 14 giugno, ndr), un detenuto, mentre rientrava dall'ora d'aria, senza alcuna apparente motivazione e con un gesto improvviso, ha colpito al volto un ispettore della Polizia Penitenziaria utilizzando un oggetto tagliente, presumibilmente una lametta da barba o un frammento metallico. L'ispettore ha riportato una profonda ferita alla guancia ed è stato trasportato al Pronto Soccorso, dove si è reso necessario applicare diversi punti di sutura». A denunciare l'accaduto è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) che, esprimendo la propria solidarietà al corpo degli agenti penitenziari, ha lanciato l'appello: «Basta lasciare soli gli uomini e le donne dello Stato».
Stando a quanto ricostruito dal sindacato, il detenuto che ha aggredito l'ispettore avrebbe morso una guardia lo scorso lunedì e sputato in faccia a un altro agente. Il detenuto era stato trasferito dal carcere di Padova alla casa circondariale di Udine per motivi di sicurezza e ristretto in esecuzione di una sentenza definitiva per l'omicidio della moglie. L'appello del sindacato A denunciare con forza l'accaduto sono Massimo Russo, delegato nazionale del Sappe, e Giovanni Altomare, segretario regionale del Sappe Friuli Venezia Giulia, che esprimono piena solidarietà ai colleghi coinvolti: «I poliziotti penitenziari di Udine hanno dimostrato ancora una volta straordinario senso del dovere e grande professionalità», dichiarano Russo e Altomare. «Ma non è più tollerabile che il personale continui ad essere bersaglio di aggressioni, minacce e violenze mentre svolge il proprio servizio. Chi indossa la divisa dello Stato merita rispetto, tutela e strumenti adeguati per poter garantire sicurezza senza dover mettere a repentaglio la propria incolumità».«Esprimo il mio sdegno e la mia totale vicinanza ai poliziotti aggrediti nel carcere di Udine», dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. «È inaccettabile che chi opera quotidianamente nella prima linea delle carceri della Nazione continui ad essere esposto a rischi gravissimi senza adeguate tutele e senza strumenti efficaci di difesa. Ogni giorno uomini e donne della Polizia Penitenziaria garantiscono ordine, sicurezza e legalità in condizioni di lavoro estremamente stressanti e gravose, pagando troppo spesso un prezzo altissimo in termini fisici e psicologici. Da tempo denunciamo che il sistema penitenziario è al limite della sostenibilità. Non bastano i periodici richiami all'emergenza né i decreti svuota-carceri, che da soli non risolvono il problema. Serve una riforma strutturale dell'esecuzione penale, servono strumenti concreti ed efficaci per consentire al personale di fronteggiare detenuti violenti, servono dotazioni adeguate, protocolli operativi chiari e una risposta sanzionatoria certa nei confronti di chi continua a delinquere anche dietro le sbarre».«Il Sappe rinnova l'appello al Governo e all'Amministrazione Penitenziaria chiedendo di garantire sicurezza, tutela e dignità professionale agli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria». conclude il sindacato.








