Tre agenti della Polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Reggio sono rimasti feriti martedì durante la gestione di un detenuto sottoposto a ’sorveglianza particolare’. Nel reparto ’Antares’, mentre lo accompagnavano all’aperto, nel reparto ’Antares’, il detenuto si è scagliato contro un vice ispettore, colpendolo con pugni al volto. I due colleghi intervenuti in supporto sono riusciti ad arginarne la violenza, ma sono stati a loro volta presi a pugni. Una volta ricondotto in cella, l’uomo ha impugnato un manico di bastone appuntito fino a trasformarlo in un punteruolo, tentando di colpire ancora il personale.
Maltoni: “Non sono più episodi isolati”
I tre agenti hanno riportato una prognosi complessiva di 20 giorni. A denunciare l’episodio è Ivano Maltoni, segretario della Fns Cisl Emilia-Romagna, che commenta: “Nel carcere di Reggio non siamo più davanti a episodi isolati, ma a una linea rossa superata sulla pelle della Polizia penitenziaria”. Quanto avvenuto, aggiunge, non è una “una fatalità del mestiere, ma il risultato di organici insufficienti, reparti complessi lasciati soli e sicurezza affidata quasi solo al coraggio dei colleghi”. In particolare la sezione Antares ospita circa 30 detenuti, spesso sottoposti agli articoli 14 bis e ex 32, norme previste per chi ha già manifestato condotte violente. “Dall’inizio dell’anno - segnala la Fns Cisl- si contano una decina di episodi con prognosi per gli agenti, con una media di 4-6 eventi critici al giorno tra detenuti”. Questo anche a causa della carenza di organico che vede la mancanza di 120 agenti.








