Rapallo – «Io sono di parte, gli iraniani stanno cercando di uccidermi. C'è una fatwa sulla mia testa per un milione di dollari. Cifra che mia moglie ritiene un po' bassa. A volte temo che aprirà una campagna su GoFundMe e se la finanzierà lei stessa. Ma il motivo principale per cui abbiamo bisogno che il regime cada è perché è quello che sta alimentando tutti i conflitti in Medio Oriente».Prova anche a metterci un po’ di autoironia Mike Pompeo, l’ex segretario di Stato degli Usa del primo mandato di Trump, all'Optimum Investors Summit - The Portofino Conversation, l'appuntamento internazionale promosso a Rapallo da Optimum Asset Management, società di gestione del risparmio attiva in Europa e negli Stati Uniti.Ma quale sono gli sviluppi del conflitto con l’Iran? «Non so cosa il presidente Trump sceglierà di fare – risponde Pompeo – ma so che cosa sosterrei io. Chiederei di distruggere le rimanenti infrastrutture iraniane per costruire programmi militari e nucleari. Nota a margine: questo causerà probabilmente la morte di altri americani. Cioè ci sarà qualche aereo che verrà abbattuto, sono consapevole dei costi associati a questo. Ma il costo associato al permettere agli iraniani di restare dove sono e di ricostruirsi si ripercuoterà in prezzi dell'energia più alti in Europa per decenni a venire e negli Stati Uniti e più terrorismo e più rischi». Prosegue il ragionamento: «Il regime a questo punto dev'essere alterato. E se non arriviamo a un accordo nei prossimi due o tre giorni, non li avremo eliminati né avremo dato l'opportunità al popolo iraniano di eliminarli». Poi l’ex segretario di Stato prova a riprendere il nodo degli avvenimenti dall’inizio: «Pensate al conflitto a Gaza, tra Hamas e Israele. Finanziato dagli iraniani, sponsorizzato dagli iraniani, terroristi iraniani con l'Iran che ha, per lo meno, dato il via libera per il 7 ottobre per uccidere un paio di migliaia di israeliani. Che cos'è che sta distruggendo quella che un tempo era una grande democrazia in Libano? Giusto, i soldi iraniani che finanziano Hezbollah».Ancora: «Ora la verità è venuta a galla, gli iraniani sono felici di lanciare missili anche contro i loro stessi compagni musulmani. È davvero una cosa su cui tutti dovrebbero riflettere quando pensiamo al regime iraniano».Gli Usa, l’Europa e la NatoUn quesito di contesto: Pompeo crede che l'Europa possa ancora fare pieno affidamento sugli Stati Uniti d'America per la sua sicurezza o pensa che stiamo entrando in un periodo in cui debba diventare militarmente più indipendente?Risponde così: «Penso che l'Europa possa continuare a dipendere dagli Stati Uniti per la sua sicurezza nello stesso modo in cui lo ha fatto negli ultimi 75 anni. Non credo che le cose siano materialmente cambiate. Lo so, sento le lamentele. Sento continuamente gli europei, per metà inc… e per metà invidiosi. La realtà è che queste relazioni sono istituzionali. Vanno oltre il singolo individuo. Nessun presidente, nessun leader dell'Ue o gruppo di leader può davvero rovinare tutto».Però Trump incalza su questa relazione. E non da oggi. «Credo – spiega Pompeo - che il presidente Trump avesse perfettamente ragione e credo che ora anche i leader europei lo riconoscano. L'Europa ha dormito per 40 anni e non ha fatto il necessario. E quindi, per essere un buon partner degli Stati Uniti o della Nato o dei vostri colleghi europei, ogni nazione deve darsi una regolata. E lo dico nel modo più affettuoso e gentile possibile. E lo dico perché credo che sia più vero oggi, da quando sono fuori dal governo da quasi sei anni ormai».Poi Pompeo racconta il quadro internazionale dal suo punto di vista: «Avrete cartelli, jihadisti, e persone a caso che avranno la capacità di lanciare droni a medio raggio da 20 mila euro. Cioè... non vorrete dover chiamare l'America per dire "Ehi, stasera ho un problema". Dovrete avere la capacità di difendervi da soli. Non necessariamente con una cupola spaziale, ma con gli strumenti per iniziare a pensare a come proteggere le vostre capacità informatiche, le vostre imprese commerciali, il vostro ecosistema finanziario, le vostre infrastrutture energetiche».L’Europa che aiuta gli UsaC’è però un rapporto di reciproche informazioni, racconta ancora Pompeo: «Anche gli Stati Uniti dipendono dall'Europa per la loro sicurezza. Racconto questa storia, non credo di averlo fatto prima. Non posso dirvi quanto mi sia sentito fortunato quando sono diventato direttore della Cia, nel vedere ciò che era stato costruito con i nostri servizi di intelligence europei dopo l'11 settembre. Si tratta di un lavoro eccellente svolto dalle nostre forze armate e dai nostri professionisti dell'intelligence nel corso di quelli che sono stati 15, 16 anni per abbattere il rischio terroristico».Ma il ruolo dell’Europa? «L'ho visto. I servizi segreti europei hanno salvato vite americane quando ero direttore della Cia. Passandoci informazioni e utilizzando le informazioni che avevamo per sventare complotti terroristici che avrebbero potuto uccidere americani che viaggiavano in diverse parti del mondo».La Russia, l’Ucraina e la CinaL’altro conflitto in corso è quello tra Russia e Ucraina. Dice Mike Pompeo: «In questo contesto spesso pensiamo alla Russia perché abbiamo un conflitto in corso ma non fraintendetemi, il vero motivo di allarme non è la Russia. Alla fine gestiremo Vladimir Putin. Ma è il Partito Comunista Cinese che vuole distruggere il vostro modo di vivere in Europa. E ha le capacità per farlo. Quindi la vera ragione per cui la civiltà occidentale deve lavorare insieme è perché abbiamo questa minaccia che non è occidentale e che disprezza tutto ciò che voi tutti fate».Una situazione che investe anche le relazioni economiche e industriali: «Se fate affari con un'azienda cinese, state facendo affari con il Partito Comunista Cinese. Non esiste un'azienda privata cinese. È semplicemente una sciocchezza. Sei un occupante abusivo. Sei lì finché loro non ti vogliono più».Ma qual è secondo lei il risultato più realistico riguardo alla guerra tra Russia e Ucraina? Includendo le tempistiche? «In realtà – risponde Pompeo - credo che probabilmente siamo più vicini che mai alla conclusione di questa cosa, qualunque cosa significhi "conclusione". Ma fare tempistiche non è una cosa in cui sono bravo. Finirà con i territori più o meno nelle mani in cui si trovano adesso. Finirà con una grande presenza europea supportata dalla Nato che garantirà all'Ucraina la sua sovranità. Piazzerà lì un filo d'inciampo in modo tale che Vladimir Putin non possa ripetere questa cosa stupida tra 25 anni, o per i prossimi 25 anni non possa farlo».Ci sono stati errori nell’affrontare questa situazione? «Avremmo dovuto sparare alla roba intorno a San Pietroburgo dal primo giorno. Ma in Europa e negli Stati Uniti abbiamo entrambi perso il momento. E quindi sì, l'Ue dovrebbe assumere un ruolo maggiore a livello diplomatico e un ruolo maggiore come fornitore militare di potenza industriale per gli ucraini. Ma non credo che siamo ancora vicini a ciò che deve realmente accadere per convincere Putin a gettare la spugna». —