Scienza e Tecnologia
Domenica 14 Giugno 2026
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Una sofisticata tecnica di produzione dell' intonaco , finora attribuita agli antichi Romani , era in realtà già utilizzata dalle popolazioni neolitiche circa 8.000 anni prima . Lo dimostra uno studio pubblicato su Journal of Archaeological Science dai ricercatori dell'Autorità israeliana per le antichità.
Alcuni edifici dell'antica Roma avevano un intonaco a base di dolomite, una pasta a rapida essiccazione che era più resistente e impermeabile rispetto ai tradizionali intonaci a base calcitica . “Tuttavia, l’uso della calce dolomitica è complesso e richiede un elevato livello di competenza in tutte le fasi di preparazione, il che potrebbe spiegare perché non si riscontra comunemente nei siti archeologici”, affermano i ricercatori. La prima testimonianza scritta della calce dolomitica sembra risalire all' architetto e ingegnere romano Vitruvio , vissuto nel I secolo a.C . Circa 8.000 anni prima, tuttavia , gli abitanti di un insediamento neolitico sui Colli della Giudea avrebbero prodotto intonaco a base di dolomite , lasciando tracce che sono passate inosservate finora. Nel sito di scavo , che si trova a pochi chilometri da Gerusalemme , gli archeologi hanno trovato più di cento pavimenti in intonaco risalenti a quell’epoca, osservando che molti erano "particolarmente ben conservati e ricoperti di pigmento rosso ". Hanno inoltre trovato forni separati in cui gli abitanti trasformavano calcare o dolomite ad alte temperature per produrre l’intonaco, indicando un livello di sofisticazione che solitamente non viene attribuito alle popolazioni neolitiche.








