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Un momento dello spettacolo

Firenze, 14 giugno 2026 - Un viaggio nell’anima di Vincent Van Gogh, non attraverso le immagini celebri dei suoi quadri, ma entrando nel laboratorio più intimo della sua voce: le lettere al fratello Theo. È questa l’idea de “Il canto dei girasoli”, progetto di Underwear Theatre, con concept e regia di Filippo Frittelli, che intreccia arpa, canto lirico e voce recitante in una performance sospesa tra musica, parola e teatro. Il titolo richiama uno dei simboli più riconoscibili dell’universo vangoghiano, i girasoli, qui intesi non soltanto come icona pittorica, ma come segno di resistenza e speranza. La scena diventa così un luogo di ascolto: la musica si fa respiro emotivo, la parola assume il tono della confessione, mentre emergono solitudine, luce, tormento e bellezza. A guidare l’esperienza è una frase dello stesso Van Gogh: “E con un quadro vorrei poter esprimere qualcosa di commovente come una musica”. Il progetto sceglie una via non scontata per avvicinare una delle figure più amate e discusse della modernità artistica. Più che riprodurre il Van Gogh delle immagini ormai entrate nell’immaginario collettivo, la performance cerca il cuore del suo processo creativo attraverso gli scritti diaristici: un epistolario composto da 921 lettere, considerato tra le testimonianze più alte e commoventi della spiritualità moderna e della storia dell’arte. Nell’anno della ricorrenza francescana, il lavoro propone anche un parallelo ideale tra Van Gogh e gli uomini mossi da una missione. La sua pittura, capace alla fine dell’Ottocento di spalancare nuove porte della percezione, si accompagna a una vicenda umana segnata dal sacrificio, dalla fede nella propria arte e da un’esistenza conclusa nell’incomprensione. Un destino che, nella lettura di Frittelli, non va ridotto allo stereotipo del genio tormentato. «Le lettere di Van Gogh sono in un linguaggio semplice, di un uomo in lotta col proprio destino, spesso avverso, in cui tutti si possono riconoscere - spiega Filippo Frittelli -. Ma ciò che resta dalla lettura dell’epistolario non è solo il tormento: Ci ha lasciato il sapore dell’immersione in un mondo di tenerezza, umiltà e generosità senza eguali, di passione e amore per la vita». Da qui la scelta di estrarre dalle lettere le parole più significative, affidando alla musica il compito di “riempire e proseguire”. La nuova produzione raccoglie anche i vent’anni di lavoro sul territorio portati avanti da Underwear Theatre, associazione impegnata a creare, attraverso il teatro, occasioni di incontro e inclusione sociale. La performance è pensata per attraversare luoghi diversi, dal centro alla periferia di Firenze, valorizzando spazi pubblici, chiese, biblioteche, cortili e luoghi dedicati ai giovani. Il debutto avverrà giovedì prossimo alle 19 sul sagrato della Basilica di San Miniato al Monte, definita “la porta del cielo”. La seconda tappa sarà mercoledì 2 luglio alle 18 alla Biblioteca Mario Luzi, nel Quartiere 2. Si prosegue giovedì 10 luglio alle 19 nel chiostro della Biblioteca Filippo Buonarroti, nel Quartiere 5, a Novoli. Dopo la pausa estiva, appuntamento lunedì 15 settembre alle 17 a Palazzo Medici Riccardi, nel centro di Firenze, e chiusura mercoledì 24 settembre alle 21 allo Spazio Sonoria, all’Isolotto, Quartiere 4. L’ingresso è libero.