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Flavio Vanetti

L'ex stella dei Rockets ora a Cleveland portava una pistola in bella vista in macchina cosa proibita dalla legge del Texas. Finito in manette è uscito dopo il pagamento di un'ammenda

Come se non bastasse la fama di «divin perdente», avvalorata pure quest’anno perché i Cleveland Cavaliers ai quali si era unito in febbraio per far compiere loro il salto di qualità sono stati «cappottati»(0-4) dai New York Knicks nella finale Est della Nba, James Harden, 36 anni, detto il «Barba», è finito in manette. Girava per il Texas, per la precisione a Houston dove ha giocato dal 2012 al 2021, all’alba del 13 giugno e ad un controllo gli agenti hanno notato in bella vista una pistola non custodita nella fondina all’interno della vettura di proprietà del cestista, nativo di Los Angeles. La legge texana prevede che un’arma possa anche essere trasportata su un veicolo, ma a condizione che sia nella sua protezione e non visibile a tutti. Se questo non si verifica, scatta la denuncia per porto d’armi illegale: è considerato un reato minore, ma è pur sempre una rogna. Harden ha potuto tornare subito libero, pagando una cauzione di appena 100 dollari.

Ma il 22 giugno dovrà presentarsi per l’udienza in tribunale. Peraltro le conseguenze peggiori potrebbero verificarsi a livello della Nba: la lega professionistica ha norme aziendali molto rigide e dure sull’uso di armi possedute da propri giocatori; sanzioni sono previste al di là di quelle che potrebbero nascere in un’aula di giustizia.