Due anni già compiuti e altri due ancora insieme con la speranza, sottintesa ma chiara, di continuare a scovare e produrre talenti, magari riuscendo a fare quel passo avanti solo accennato con la finale dei playoff per la Serie A.

L’intesa raggiunta fra il Catanzaro e il direttore sportivo Ciro Polito ha, comunque, un obiettivo prioritario: consolidare l’ottimo lavoro svolto nelle due stagioni precedenti, quelle della conferma ai piani alti della Serie B dribblando tutte le insidie possibili con la fine dell’esperienza Vivarini. Schivate alla grande, oltretutto, senza perdere il contatto con le zone nobili della classifica (con Caserta e Aquilani), incassando plusvalenze (Bonini) e creandone di potenzialmente più grosse (Favasuli e Liberali).Ieri mattina, il ds e il presidente Floriano Noto hanno chiuso il cerchio aperto nel primo confronto di venerdì pomeriggio: non avevano trovato la quadratura del cerchio, ma erano state poste le basi per la stretta di mano successiva, gli angoli ancora presenti sono stati smussati nella serata. Il caffè preso in un bar del quartiere Lido, anche con Luca e Derio, figlio e fratello del patron, ha acceso la definitiva luce verde che comprende pure l’estensione del contratto del manager: la scadenza è prolungata di un anno, dal 30 giugno 2027 al 30 giugno 2028.Prima ancora dei senatori, il ds dovrà scegliere l’allenatore, il terzo in tre stagioni: Caserta e Aquilani sono state scommesse abbondantemente vinte, quella del romano appena salito in A con il Sassuolo addirittura stravinta. Ora però si profila qualcosa di ulteriormente più complicato, perché da una finale playoff persa di un soffio è dura riprendersi e Polito, quando era a Bari, è passato dal sogno della A all’incubo di una retrocessione evitata con il playout. Possanzini e Mignani i profili sul tavolo, ma c’è sicuramente dell’altro nella testa del ds. Che stava solo aspettando il momento per affondare il colpo.