Tra una sanità che non funziona, vecchi referendum dimenticati e nuove bandiere da piantare, l’idea di staccare Ostia dalla Capitale riemerge ciclicamente. Come i problemi che il litorale romano dovrebbe risolvere
Ci sono idee che tornano con la regolarità delle maree di Ostia: salgono, fanno rumore e poi si ritirano senza lasciare traccia. Come l’idea di separare Ostia da Roma, l’ultima trovata del presidente meloniano della Regione Lazio Francesco Rocca, che punta al secondo mandato. Rocca ha deciso di smuovere le acque – è proprio il caso di dirlo – riaprendo un dossier vecchio di trent’anni e che negli anni Novanta non ha mai convinto abbastanza da cambiare davvero le cose.
PERCHÉ ROCCA TORNA A PROPORRE LA SEPARAZIONE DI OSTIA DA ROMA
La leva principale è sempre quella più sensibile (e discussa): la sanità. Il governatore del Lazio mette al centro il tema dell’ospedale Grassi di Ostia, delle difficoltà di accesso alle cure e, più in generale, della sensazione diffusa che il litorale sia trattato come una periferia lontana, nonostante i numeri da città medi
Durante l’inaugurazione della casa della comunità di Casal Bernocchi, Rocca ha dichiarato: «Il Grassi è un ospedale a metà e per tante cose oltre 200mila persone devono andare, come diciamo noi a Ostia, a Roma». Il ragionamento – riferisce Repubblica – è semplice e quasi brutale: se Roma non riesce a garantire servizi adeguati, allora tanto vale separarsi.










