Xi Jinping ha rilanciato il dialogo militare con la Corea del Nord per più motivi. Uno su tutti: rafforzare la posizione della Cina in vista di possibili tensioni attorno a Taiwan
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Perché Xi Jinping è volato a Pyongyang per incontrare Kim Jong Un? O, meglio ancora, qual era lo scopo principale della sua visita? C’è un particolare interessante passato in secondo piano. Il presidente cinese ha infatti parlato apertamente della necessità di rafforzare la cooperazione militare tra Cina e Corea del Nord , l’unica nazione con la quale Pechino è legata da un trattato bilaterale di mutua assistenza. Insieme a Xi, non a caso, c’era anche il ministro della Difesa, un evento che non si verificava da quasi due decenni.Obiettivo: cooperazione militareSecondo quanto riportato da NK News, il richiamo di Xi alla cooperazione militare potrebbe avere un valore simbolico e politico più che operativo. In primis perché le forze armate cinesi e nordcoreane non hanno sviluppato negli anni un livello di integrazione paragonabile, per esempio, a quello esistente tra Washington e i suoi alleati asiatici. È però altrettanto vero che la Cina intende tutelarsi in vista di un futuro, eventuale, ipotetico conflitto in Asia. Nello specifico, il Dragone sta pensando a Taiwan.Ecco che, pensando al dossier taiwanese, per Xi il principale vantaggio di avere un rapporto più stretto con Pyongyang coinciderebbe con la possibilità di complicare i calcoli strategici degli Stati Uniti e dei loro partner regionali qualora dovesse esplodere una grave crisi nello Stretto di Taiwan. In uno scenario di confronto militare, addirittura, la Corea del Nord potrebbe costringere Washington, Seoul e Tokyo a mantenere risorse militari significative sulla penisola coreana, riducendo la loro capacità di concentrare uomini e mezzi in difesa dell’isola.Certo, non si tratterebbe necessariamente di un coinvolgimento diretto nordcoreano, come avvenuto con il sostegno fornito da Pyongyang alla Russia nella guerra in Ucraina, ma di una pressione indiretta capace di influenzare l’intero equilibrio regionale.La Cina “chiama” la Corea del NordLa strategia cinese potrebbe tuttavia andare oltre la questione taiwanese. C’è chi fa notare come il rafforzamento dei rapporti con la Corea del Nord possa essere collegato anche agli interessi marittimi di Pechino e alla crescente cooperazione con Mosca.La Cina guarda con attenzione all’area del Mar del Giappone e alla regione dell’estuario del fiume Tumen, dove convergono i confini di Cina, Russia e Corea del Nord. Ottenere un accesso più agevole a queste rotte significherebbe ampliare le opportunità commerciali e, allo stesso tempo, rafforzare la proiezione navale cinese in una zona strategica.







