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Ci sono vite che non si misurano con gli anni ma con l’intensità delle emozioni che riescono a lasciare negli altri. Esistenze che, pur interrompendosi troppo presto, continuano a generare incontri, progetti, sorrisi e speranza.
La storia di Adriano Aloisi appartiene a questa categoria speciale: quella delle persone che continuano a essere presenti anche quando non sono più fisicamente accanto a noi.
Da quel gennaio del 2025, quando una grave malattia lo ha strappato all’affetto della famiglia ad appena 14 anni, il suo nome non è mai diventato soltanto un ricordo. Al contrario, è diventato un punto di riferimento, un simbolo di sensibilità, entusiasmo e attenzione verso gli altri. Un patrimonio umano che, oggi, vive nelle iniziative nate per custodirne la memoria e trasformarla in qualcosa di concreto.
Adriano, che aveva frequentato prima le Medie al Comprensivo “Petri” di S. Teresa di Riva quindi il primo anno del liceo al “Pugliatti”, era un ragazzo che amava la bellezza in tutte le sue forme. Aveva una particolare inclinazione per l’arte e trovava nella musica il linguaggio più autentico per esprimere emozioni e sentimenti. Sul palco, col “Piccolo Coro di Taormina”, di cui era attivo componente, si sentiva a casa, tra note, armonie e amicizie costruite negli anni.






