bariNella seconda legislatura di Emiliano la Regione non ha mai imposto ad Acquedotto Pugliese il rispetto delle sue stesse regole in materia di spese per consulenze e di stipendi per dirigenti, con il risultato che la più grande azienda pubblica del Mezzogiorno ha potuto continuare a erogare stipendi più alti di quelli degli stessi dirigenti della Regione. A dirlo è la Corte dei conti, nella relazione al parlamento sul bilancio 2024 trasmessa lunedì scorso dal consigliere istruttore Pierpaolo Grasso. Che però nota un cambio di rotta: il nuovo presidente e direttore generale, Roberto Venneri, a marzo ha infatti negoziato con i dirigenti un taglio dei benefit.
Il caso degli stipendi riguarda in particolare l’ex direttore generale, Francesca Portincasa, che non ha mai firmato un contratto per assumere la nuova funzione in contrasto con quanto previsto dalla stessa delibera dell’assemblea dei soci. A novembre 2021 peraltro la Regione aveva fissato per i dirigenti un tetto di 150mila euro più 40mila euro di parte variabile. «I compensi del direttore generale - nota la relazione - sono stati pari a complessivi euro 197.792 di cui euro 150.000 a titolo di retribuzione (parte fissa), euro 45.000 a titolo di Mbo (Management by objectives - premio di risultato) ed euro 2.792 a titolo di fringe benefit». Ne consegue che la Regione ha consentito ad Aqp di derogare alle sue stesse linee guida. Ma non solo. «A seguito dell’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione, nella seduta del 20 febbraio 2026, è emerso che in data 4 agosto 2023» l’ex presidente Laforgia, «tenuto conto della circostanza che il direttore generale, nel giugno 2024 avrebbe superato i limiti di età per il trattenimento in servizio, ha proceduto a disporne il trattenimento in servizio fino al compimento del 70° anno di età, vale a dire fino a giugno 2027. Tale disposizione non è mai stata portata a conoscenza del consiglio di amministrazione»...







