HomeBergamoCronacaIl ritorno di Simone Moro dopo l’attacco cardiaco. Sulla vetta del McKinley, la montagna più alta del Nord AmericaPer l'alpinista bergamasco l’ascesa dopo il malore dello scorso anno. Con l’ultimo risultato ha completato la “Seven summits”, la salita delle cime più elevate di ogni continente. “E adesso ancora sul Manaslu”Un selfie di Simone Moro scattato sulla vetta del McKinley (6.190 metri)Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciBergamo – Missione compiuta. Messo alle spalle il malore dello scorso dicembre, un attacco cardiaco che l’aveva costretto a rinunciare a scalare il Manaslu e a rientrare in Italia per sottoporsi a cure ed esami, l’alpinista bergamasco Simone Moro, 58 anni, uno dei maggiori scalatori del mondo, l’unico a poter vantare quattro prime invernali su montagne di 8mila metri, ha compiuto un’altra impresa: ha raggiunto la vetta della montagna più alta dell’Alaska e del Nord America, il McKinley (6.190 metri).
Completata la collezione delle Seven summits
Moro, che nella sua carriera ha scalato 8 dei 14 ottomila, tra cui per quattro volte l’Everest, ha impiegato cinque giorni in tutto per superare oltre 4mila metri di dislivello e uno sviluppo che sfiora i 60 chilometri. Partito dalla città di Anchorage giovedì scorso per raggiungere in aereo Talkeetna, la cittadina più vicina al McKinley, ha poi ripercorso le tracce di illustri colleghi, a partire dal grande Riccardo Cassin, ma soprattutto ha completato la prestigiosa collezione delle Seven summits (le cime più elevate di ciascun continente). Moro ha raggiunto la vetta della montagna dell’Alaska martedì poco dopo le 22. Simone Moro conquista il McKinley








