AOSTA. «Li abbiamo seguiti con lo sguardo per ben due volte. Poi li ho visti scomparire una volta arrivati alla parte ghiacciata. Sembravano esperti con l'attrezzatura necessaria, non degli sprovveduti. Ma questa è una montagna impegnativa per tutti». Vilma Martin, da quest'anno nuova gestrice del Rifugio Chabod, a circa 2.700 metri di quota, non sapeva che sarebbe stata l'ultima persona a vedere in vita Antonio Sardano, Sergio Martinelli, Maicol Zenatti. Il gruppo trentino era infatti arrivato giovedì pomeriggio nella struttura che sorge ai piedi della parete nordovest del Gran Paradiso, nel cuore dell'omonimo Parco Nazionale. «Hanno dormito qui la notte, poi la mattina non li ho visti. Sono partiti prima, penso verso le 3. Ma io sapevo dove si sarebbero diretti». F.C.Tutti i servizi sul giornale in edicola e sull’edizione digitale.
Morti sul Gran Paradiso, la rifugista: «Li guardavo salire. Questa montagna è impegnativa anche per gli esperti»
La testimonianza di Vilma Martin, gestrice del Federico Chabod a circa 2.700 metri di quota dove Antonio Sardano, Sergio Martinelli e Maicol Zenatti hanno trascorso la notte prima dell’ascesa: «Sono partiti molto presto, dopo colazione. Li ho visti scomparire sulla parte ghiacciata» L'ALLARME La moglie di Sardano: «Ho visto dal gps che non c'erano movimenti» LE VITTIME Antonio, Maicol e Sergio: amici uniti dalla montagna LA RICOSTRUZIONE "Un volo di 400 metri, ritrovati ai piedi della parete Nord" IL CORDOGLIO Sat e Azienda sanitaria: «Colpiti profondamente» IL FATTO Precipitano per centinaia di metri sul Gran Paradiso: morti tre alpinisti trentini













