Nel Regno Unito danneggiare un drone teoricamente destinato ad ammazzare i civili di Gaza è ufficialmente roba da terroristi, un reato punito con cinque/otto anni di carcere. È la sentenza-macigno che il tribunale di Woolwich ha scaricato addosso ai quattro attivisti di Palestine Action che nel 2024 avevano fatto un’irruzione dimostrativa nella fabbrica di armi israeliana Elbit Systems, con sede a Bristol, e vi avevano sfasciato droni, computer, arredi causando oltre un miliardo di sterline di danni. Sentenza che equipara il reato di danneggiamento a quello di terrorismo.
GIÀ NEL MAGGIO scorso Charlotte Head, 29 anni, Samuel Corner, 23, Leona Kamio, 30, e Fatema Rajwani, 21, erano stati giudicati colpevoli di danneggiamento e lesioni personali gravi; venerdì il giudice Adam Johnson ha rincarato la dose con un verdetto che non ha precedenti nella storia giuridica del paese e che ne accelera la scivolata nell’autoritarismo. È già dal 5 luglio dello scorso anno, infatti, che Palestine Action è stata messa al bando dall’allora ministra dell’Interno Yvette Cooper come organizzazione «terroristica»: chiunque la sostenga pubblicamente rischia l’arresto e 14 anni di carcere. Finora la conta supera quota tremila, tra fermi e arresti in manifestazioni e sit-in.












