Ventidue anni dopo la sua prematura scomparsa, la memoria di Massimo Troisi continua a pulsare con straordinaria intensità e trova il suo baricentro a Salina, l’isola che fece da set all’indimenticabile Il Postino.

Da quindici anni il Marefestival – Premio Troisi rende omaggio all’eredità di uno dei protagonisti più incisivi del cinema italiano.

In quest’ultima edizione, la madrina Maria Grazia Cucinotta e l’attore Gerardo Ferrara hanno presentato il restauro di “Oltre il tempo”, installazione del maestro Antonello Arena che riproduce la celebre bicicletta e il manifesto del film, emblema della tenacia della memoria e della forza del linguaggio cinematografico.

Il festival è divenuto uno scrigno di ricordi e testimonianze.

Tra i premiati, Giancarlo Giannini ha rievocato un singolare scambio avvenuto a Cannes: Troisi gli confessò di invidiarne la capacità di cambiare di continuo volto, personaggio e dialetto, lamentando di dover interpretare sempre la stessa figura. La risposta di Giannini restituisce con precisione la statura dell’attore partenopeo: “Magari fossi nato lui: tu per me sei come Chaplin, anzi sei il Chaplin italiano”.