“Per fare i film che vuoi devi sapere anche andare contro tutto, non fermarti ai no; ma il cinema deve prendersi rischi e ho l’impressione in Italia ci sia poca voglia di farlo”. C’è anche un premio Oscar a Repubblica delle Idee, la produttriceValentina Merli che è stata l’unica italiana a portare a casa una statuetta nel 2026 grazie al cortometraggio “Two People Exchanging Saliva”.

“Vincere un Oscar è una lotteria, ci abbiamo provato quasi giocando e poi è diventata una cosa reale”, dice la produttrice bolognese, che ha aperto il sabato sera di Officina Repubblica al chiostro del teatro Arena del Sole raccontando a Matteo Macor la sua opera e lo stato dell’arte del cinema italiano e francese. Perché Merli è nata e ha studiato giurisprudenza a Bologna, ma dopo l’università è andata in Francia per iniziare il mestiere, e in lingua francese è girato il corto da Oscar.

“In Francia quando si vuole cambiare qualcosa nel mondo culturale ci sono movimenti, si va in piazza, uniti al fronte tutti assieme; in Italia c’è più paura ad esporsi”, analizza Merli. Secondo la produttrice nel nostro paese “ci siamo posati sulle tradizioni e un passato importante come se avessimo paura delle novità e del prendersi rischi. In Francia invece si fa, anche il nostro film era un rischio”.