L’attesa gara di Montmelò cambia nome. Il Gran Premio di Spagna diventa di Catalogna poiché ha lasciato la denominazione nazionale alla corsa della Capitale in calendario, su un circuito tutto nuovo ancora in fase di ultimazione che promette meraviglie, il 13 settembre subito dopo Monza. Il tracciato alle porte di Barcellona è considerato la cartina al tornasole, per anni ha ospitato la prima battaglia europea della stagione ed è stato a lungo la culla dei test invernali. Un circuito tecnico che mette a dura prova tutti gli aspetti di un’auto, esaltando le doti di telaio, power unit e, soprattutto, aerodinamica.
Insomma, un esame tosto assai e la monoposto che lo passava a pieni voti era considerata la più equilibrata e, alla lunga, performante dello schieramento. Nelle prime prove del venerdì, anche se non significative per la griglia, alcune tendenze sono emerse. Sul fronte della spinta le unità di Stoccarda, considerate dalla Federazione non le migliori in assoluto, si sono mostrate a proprio agio. A fianco della Mercedes, invincibile nei primi sei GP, si è portato il team campione del mondo che ha stampato il tempo più veloce con l’iridato Norris ed il terzo con Piastri.
Fra i due papaya si è infilato un tonico Russell che, dopo le sberle incassate per ultimo nel Principato, sembra aver ritrovato il sorriso. George è stato il primo di tutti i colleghi interpellati nella penisola iberica ad ammettere candidamente che è rimasto sorpreso del filotto infilato dal giovane compagno di squadra, ma di essere ben a conoscenza dell’enorme talento di Kimi. Un giudizio quasi unanime fra tutti gli interpellati. Fra i primi tre della lista dei tempi c’è appena mezzo decimo, quarta, più staccata, la Ferrari di Leclerc, poi Antonelli e Verstappen. Solo nono Hamilton.












